L’americano Mark Phillips si era stancato di portare pesanti bottiglie di alcolici durante le sue gite in campeggio. L’uomo così, esasperato, ha deciso di inventare il Palcohol, alcool in polvere, creando un sistema per liofilizzare gli alcolici e poterli confortevolmente portare in giro. In questo modo si può trasportare alcol senza sovraccaricarsi, evitando inoltre il rischio che le bottiglie possano rompersi. Il Palcohol può anche essere utilizzato per trasformare un cocktail analcolico in alcolico senza problemi, vi sono diverse polveri con gusti e gradazioni a piacimento. Tutti gli alcolici più bevuti si trovano in polvere. Appresa la stravagante idea, un’azienda, la Lipsmark, aveva deciso di sviluppare la proposta e metterla sul mercato, La sua idea è semplice: vendere bustine da sciogliere in acqua per ottenere superalcolici e cocktail. Palcohol sta facendo discutere molto negli Stati Uniti: organizzazioni contro l’abuso di alcol e alcuni politici hanno sollevato dubbi e perplessità sulla sicurezza del prodotto, avviando iniziative per impedire che sia messo in commercio Sul sito di Palcohol spiegano che al momento della messa in vendita saranno disponibili sei diversi drink. Ma in realtà le basi per le bevande sono soltanto due: “V”, una polvere ottenuta restituendo polvere la vodka, e “R”, ottenuta dal rum. Alla base R è per esempio possibile associare parti liquide di Coca-Cola e lime per un Cuba libre, oppure si può sciogliere V nel succo d’arancia per farsi uno Screwdriver. Le altre quattro versioni si ottengono mescolando una delle due basi con altre polveri per farsi un Cosmopolitan, un Mojito, un Margarita e un Lemon drop. A queste versioni è sufficiente associare acqua per ottenere il cocktail.. ma il tutto si sta rivelando difficile per questioni legislative. Voi cosa ne pensate?
Categoria: Notizie
La notte del 31 gennaio la Luna è di scena
Lucente e brillantissima, si ‘vestirà’ di blu e di rosso. Il nostro satellite sarà interprete di un evento astronomico inconsueto, perché sarà contemporaneamente Super luna, ‘Luna blu’ e ‘Luna rossa’. Un evento che in un’area del mondo in particolare, gli Stati Uniti, non si verificava da almeno 150 anni. Questa luna costituirà soprattutto “un guazzabuglio cromatico” almeno per i paesi anglosassoni, perché sarà una Luna blu, ma anche rossa, verificandosi in quella stessa data una eclissi totale di Luna, purtroppo non visibile in Italia”. In Asia, Australia e sulla costa occidentale del Nord America potranno assistere al doppio spettacolo, ricordando che la ‘Luna blu’ è solo un detto popolare, mentre la Luna sarà veramente rossa per chi avrà la fortuna di ammirare l’eclissi totale”. L’espressione ‘Luna blu’ ha origini anglosassoni, “Blue Moon, è un detto popolare che deriva dall’espressione ‘once in a blu moon’, una volta ogni luna blu, per indicare un evento raro. Non è quindi “legata al colore e neanche a un fenomeno astrologico vero e proprio, piuttosto a una particolarità del calendario”,. Abbiamo la luna blu quando in un mese si hanno due lune piene, cosa che accade solo quando nello stesso mese si verificano cinque fasi lunari, di solito ce ne sono quattro. Lo stesso evento, ovvero, due lune piene e cinque fasi lunari, lo avremo anche nel mese di marzo. Questa coincidenza, nei mesi di gennaio e marzo, darà luogo a un evento molto particolare: un mese di febbraio con tre sole fasi lunari, invece delle consuete quattro, ‘stretto’ fra due mesi con cinque fasi lunari. Si tratta di una curiosità del calendario piuttosto rara che si verificherà nuovamente solo nel 2031″.Ma, al di la delle fasi cromatiche, quella che splenderà nei nostri cieli la notte del 31 gennaio è prima di tutto una Super luna, cioè una Luna piena prossima al perigeo, il punto di distanza minima che il nostro satellite può raggiungere dalla Terra, con un effetto visivo dalla terra che la fa sembrare un po’ più luminosa e un po’ più grande del solito, la prossima Super luna, apparirà circa il 7% più grande e un po’ più luminosa della media Per assistere al live streaming gratuito dell’evento basterà connettersi il 31 gennaio, alle ore 17, al sito di Virtual Telescope Project.
Doomsday Clock: due minuti alla mezzanotte
Dopo le recenti dispute sulle dimensioni dei rispettivi “pulsanti nucleari” c’era da aspettarselo: giovedì 25 gennaio 2018 le lancette del Doomsday Clock, l’Orologio dell’Apocalisse, che metaforicamente indica quanto siamo vicini a distruggere la civiltà umana con le nostre stesse mani, sono state di nuovo spostate in avanti. Questa volta, di 30 secondi: siamo ora a due minuti dalla mezzanotte, cioè dal punto di non ritorno. La decisione del Bulletin of the Atomic Scientists, un’organizzazione non profit che con la rivista omonima tratta temi legati alla sicurezza globale e alla politica internazionale, pubblicata senza interruzioni dal 1947 dopo “Hiroshima e Nagasaki” è legata alle attuali minacce nucleari tra Corea del Nord e Stati Uniti, oltre che al progresso rapido e inesorabile dei cambiamenti climatici. L’Ultimo aggiornamento risaliva a gennaio 2017, quando le lancette erano state portate a due minuti e mezzo dalla mezzanotte a causa sia della ripresa della corsa agli armamenti nucleari, sia per il peso, giudicato “preoccupante”, di un’imponente campagna di disinformazione e di fake news in fatto di scienza del clima. Con l’ultimo scatto in avanti ci troviamo più vicini all’Ora X di quanto non lo siamo mai stati dal 1953, anno in cui le lancette furono portate alle 23:58 per la corsa ai test atomici di USA e URSS. Mentre una catastrofe globale è da molti dipinta come sempre più vicina, c’è una scuola di pensiero che vorrebbe liberarsi di questo simbolico “conto alla rovescia”, che parte dal presupposto che il mondo stia inesorabilmente avanzando verso un futuro scuro. Bulletin, che svolge un ruolo prezioso di “ponte” tra scienziati, politici e attivisti, il Doomsday Clock è visto da alcuni come una metafora povera del livello di minaccia globale, anche perché fu inizialmente impostato a 7 minuti dalla mezzanotte, e soprattutto per ragioni estetiche
Non più uova di Rocky in arrivo i super food
Una volta l’idea di cibo nutriente era quella di Rocky Balboa, che al mattino prima degli allenamenti beveva 5 uova crude. Oggi le cose sono un po’ cambiate, e anche se Stallone insiste con le uova crude, gli sportivi del mondo reale si sono un po’ aggiornati: Lionel Messi mangia solo spinaci non contaminati da pesticidi, mentre Cristiano Ronaldo fa il pieno di avocado. È in corso l’era dei superfood, quei cibi così ricchi di minerali e vitamine da aver conquistato le abitudini alimentari di campioni e uomini normali. In base all’obiettivo che vuoi raggiungere, ecco quali dovresti scegliere. Il cavolo nero per avere più energia Negli Stati Uniti ne vanno matti lì lo chiamano kale, e per loro è diventato la nuova carne, visto che è una vera fonte energetica. Mangiato tutti i giorni crudo o al vapore aiuta a fare il pieno di energia. La lattuga contro l’insonnia Il consiglio di mangiare più insalata si arricchisce di un beneficio in più, oltre a quello di incamerare più fibre. La lattuga contiene lactucariium, una sostanza simile all’oppio che la rende un rimedio efficace in caso di notti insonni. Favoriscono il sonno anche pasta, orzo e riso, ovvero carboidrati a lento assorbimento che attivano il rilascio di serotonina, il neurotrasmettitore che regola i ritmi sonno/veglia. Curcuma e frutti rossi per aumentare la concentrazione La curcuma della stessa famiglia dello zenzero è una spezia ricchissima di antiossidanti, tra cui la curcumina, neurotrasmettitore che riduce lo stress delle cellule. Molti studiosi sono convinti che la curcumina funzioni come uno scudo contro i danni dei radicali liberi. Di antiossidanti sono ricchi anche i frutti rossi, come mirtilli, fragole, lamponi, ribes e more. Mezza tazza al giorno è la quantità che fornisce il 70% della dose giornaliera raccomandata.
Nuove tendenze: gli italiani vogliono la pasta… di verdura
Secondo un’indagine condotta da Agroter, in cima ai desideri degli italiani in fatto di prodotti vegetali ci sono gli spaghetti fatti con la verdura. Una singolare ricerca di Agroter sui prodotti vegetali mette in luce che i consumatori italiani compererebbero volentieri la pasta di verdura, ma che non la trovano nei negozi. Cosa vorrebbero gli italiani nel reparto ortofrutta del loro negozio di fiducia? I gusti cambiano e gli italiani sono incuriositi dalle novità. Tra i prodotti che vorrebbero acquistare, ma che non trovano nei supermarket e nei negozi alimentari, al primo posto ci sono gli spaghetti a base di verdure. A scoprirlo è stato Agroter, che ha chiesto a un campione rappresentativo quali prodotti ortofrutticoli compererebbe, ma che non trova nel negozio in cui normalmente compra frutta e verdura. In testa ai desideri degli intervistati ci sono dunque gli spaghetti a base di verdura preparazione che ha riscosso molto successo negli ultimi anni grazie all’accresciuta attenzione verso un’alimentazione più sana, dove trovano spazio i prodotti vegetali. La pasta di verdura la si trova spesso tra le proposte gastronomiche dei ristoranti vegetariani, vegani o semplicemente orientati a piatti leggeri e salutari. Si può anche facilmente preparare in casa, basta munirsi dell’apposito attrezzo a spirale che trasforma in spaghetti la verdura. Al secondo posto fra i desideri ortofrutticoli degli italiani che non trovano ancora risposta, ci sono le salse fresche di verdure e legumi Seguono poi, germogli freschi, flan di verdura , smoothies ed estratti , fino ai prodotti di noti per le loro proprietà benefiche, come frutti di bosco, frutta esotica e i cosiddetti superfood ovvero bacche di goji, curcuma e zenzero. Non c’è da stupirsi dei risultati dell’indagine, l’attuale tendenza in Italia è quella di declinare i piatti della tradizione in una versione più salutare, ecco allora che anche la pasta diventa vegetale e come si compra la pasta di cereali al supermercato, ci si aspetta di comprare anche quella fatta con le verdure.
Offerta di lavoro : assaggiatore di nugget
“Per il 2018 volete assaggiare una nuova sfida? Allora addentate questa offerta, visto che stanno cercando uno squisito nuovo collaboratore il cui valore si misuri a peso… di cibo!”. Il proverbiale humour inglese non sembra esprimersi qui ai vertici, ma questo annuncio sta facendo ugualmente il giro del mondo. La catena di supermercati inglese B&M cerca infatti un “esperto di chicken nugget”, da impiegare per il controllo qualità di una nuova linea di surgelati che verrà lanciata il mese prossimo. Troppo bello per essere vero? Eppure l’offerta è nero su bianco, e anche piuttosto minuziosa. Le qualifiche richieste racchiudono, tra le altre, essere quello che da McDonald’s prende la party box da 20 nuggets e se la mangia da solo, e quella volta che sei inciampato al buffet e ti sei preoccupato di salvare il piatto prima che della tua incolumità. La sede di lavoro è nel Merseyside, la regione di Liverpool. L’Unica nota dolente è ahi noi lo stipendio, non esattamente da lavoro full time: il fortunato prescelto sarà ricompensato, oltre che con una quantità di nuggets non specificata ma facilmente eccedente i suoi desideri, per mezzo di un voucher da 30 euro al mese da spendere nei supermercati della catena. Insomma, se vi trovate in zona, non avete particolari necessità economiche e avete un’insana inclinazione per il junk food surgelato questo potrebbe essere il lavoro dei vostri sogni. Potete mandare il cv o più realisticamente divertirvi a leggere l’annuncio.
A Copenaghen il termovalorizzatore fa da base a una pista da sci
Costruire un termovalorizzatore nel bel mezzo di un’area verde interamente dedicata allo sport e al benessere può sembrare una contraddizione. Ma non se ci si trova in Danimarca, e se dietro l’intero progetto c’è la firma del prestigioso studio d’architettura Bjarke Ingels Group,niente è impossibile lo studio dell’architetto danese che nel 2017 ha terminato la Lego House di Billund, presenterà quest’anno il Centro di Risorse Amager, un edificio unico al mondo. Questo inceneritore è infatti l’unico impianto per la produzione di energia dal riciclo dei rifiuti ad avere, sul suo tetto spiovente, 500 metri di piste da sci, aree boschive e una parete di arrampicata. L’edificio sarà costruito in un’area di Copenaghen, l’isola di Amager, già meta degli appassionati di sport estremi, grazie alle sue spiagge, ai suoi giardini e a una laguna per il kayak. Con i suoi 100 metri di altezza, l’Amager Resource Center sarà uno degli edifici più alti della capitale danese, accrescendo la lista delle strutture eco-compatibili che oggi diventano vere e proprie attrazioni cittadine.
In una ex chiesa ha aperto Duddell’s
A Londra, nell’ex chiesa di Saint Thomas, a pochi passi dall’incombente Shard, ha trovato la sua nuova location europea il ristorante Duddell’s diventato nella sua sede storica di Hong Kong il favorito tra i creativi e gli artisti del vecchio protettorato britannico. Certo non poteva trovare collocazione più originale con le sue storiche e ampie finestre in vetro colorato, e gli eleganti originali pannelli di legno scuro conservati perfettamente intorno all’antico altare. Gli interni sposano infatti il mito culinario del ristorante stellato che dal 2013 a Hong Kong ha elevato la tradizionale cucina cantonese reinterpretandola in maniera moderna. Rifacendosi a questo passato di ospitalità, il progetto londinese vuole interpretare questo connubio reinterpretando a sua volta gli interni storici dell’antica chiesa. l risultato, disposto su due livelli, mostra i toni del verde e del blu-grigio con divanetti in pelle e pavimenti geometrici ed è il perfetto ambiente rilassato e conviviale dove assaporare la complessità della cucina cantonese. Il bar del Duddell’s London, posto in posizione centrale, è definito da un pavimento in piastrelle verde smeraldo ed offre creazioni come l’Hybrid JIA Tea, un mix a base di gin con tè caldo al gelsomino, albicocca e succo di ibisco home made. Un piano piano rialzato offre una sala da pranzo semi-privata con vista sul ristorante, con una capacità di 44 coperti oltre ai 56 posti al piano terra.
Fritto, ghiotto e …light
Ecco tutti i trucchi per ottenere una frittura leggera e croccante. Inclusa la frittura senza olio! Quanti di voi non sanno resistere a un bel piatto di frittura fumante? Prima di gustarla, però, il pensiero di molti va alla quantità di grassi e calorie che stanno per mandar giù. Realizzare una frittura light però, è possibile. Basta seguire alcune semplici accortezze: Frittura: più veloce, meno grassa! Il tempo di cottura è il fattore che più influenza l’assorbimento del grasso da parte degli alimenti. Ecco qualche trucco per una frittura veloce: Usate abbondante olio almeno 10 volte superiore al peso del cibo Tagliate gli alimenti in piccoli pezzi Non ammassare gli alimenti in padella Evitare di girare più volte i cibi così facendo si inzuppano di grasso di cottura Mantenete la temperatura del grasso di cottura il più possibile alta e stabile, cercando di non superare i 180°. Per controllare, dotatevi di un termometro a immersione. In alternativa adottate un semplice trucco: prendete un dadino di pane raffermo e buttatelo nell’olio. Più rapidamente il pane diventa di un bel colore dorato e più caldo è l’olio: si dorerà in circa 40 secondi alla temperatura di 140°, in 20 secondi alla temperatura di 180°, in 30 secondi alla temperatura di 160° A pari merito olio extra vergine d’oliva e olio d’arachide: sono entrambi ottimi per una “frittura light”, perché sopportano le alte temperature e hanno un elevato punto di fumo. L’olio d’oliva, oltre ad essere più costoso, conferisce però agli alimenti uno specifico sapore, che alcuni amano, altri no Olio di semi di girasole Oli di semi frazionati Basta un poco di zucchero …Per evitare di eccedere troppo col sale, basta aggiungere un pizzico di zucchero nella panatura. In tal modo si otterrà un esaltazione del sapore del fritto e una riduzione di circa il 30% del sale utilizzato. Friggere senza olio, è possibile. Come? Col glucosio in polvere! Si tratta di una nuova moda della cucina molecolare che sfrutta la maggiore capacità del glucosio di condurre il calore friggendo in meno tempo. Questo zucchero naturale estratto dall’uva, infatti, fonde a 160° senz’acqua e non caramella fino ai 190°, un intervallo di temperatura perfetto per una frittura light! Una tecnica perfetta per i cibi dolci, ma da calibrare attentamente per quelli salati il cui sapore potrebbe essere influenzato dal gusto dolciastro del grasso di cottura.
Fiori nel ….piatto
Avete mai provato ad adoperare i fiori commestibili nelle vostre ricette? Scoprite qui i segreti per usarli nei vostri piatti, non solo come decorazione! I fiori commestibili possono essere usati in numerose ricette, sia salate sia dolci: insalate, primi piatti soprattutto risotti, carni, pesci, uova e dessert di vario genere. I fiori, quindi, non sono solo belli da vedere o elementi puramente di decorazione, ma aggiungono un plus anche di gusto e originalità in molti piatti. Sì, perché i fiori non hanno tutti lo stesso sapore, anzi: ci sono i piccanti, gli aciduli, gli amarognoli e i dolci. Ma quali sono allora i fiori commestibili più utilizzati in cucina e quali i trucchi per utilizzarli al meglio all’interno delle varie ricette? Ecco alcuni esempi i fiori piccanti sono vegetali dal sapore molto particolare, quasi pungente, e dal vago sentore di pepe o di peperoncino. Questi ingredienti sono adatti per essere usati all’interno di preparazioni salate ma, per le più audaci, anche in quelle dolci! I principali fiori piccanti che troviamo in natura sono: i Crisantemi, i Nasturzi, le Calendule. Il sapore acido, lievemente aspro o agrumato caratterizza invece i fiori aciduli. Questa tipologia di fiore viene utilizzata soprattutto in pasticceria. I più importanti fiori aciduli sono: i Lillà, le Begonie e le Verbene Odorose. Il Tarassaco, il fiore della cicoria e i Fiordalisi sono invece individuati come i principali fiori amarognoli. Questi ingredienti sono perfetti per le preparazioni salate: ideali per salse a seguito di primi piatti e insalate. Infine, i fiori dolci: grazie al loro particolare sapore dolciastro sono meglio impiegati nelle ricette di dolci e dessert oppure utilizzati come decorazione. Tra i fiori dolci abbiamo: Lavanda, Camomilla, Cerfoglio, Garofano, Rosa, Gelsomino, Viola, Belle di giorno, Qualche consiglio da tenere a mente Prima di utilizzare i fiori commestibili all’interno dei vostri piatti, dovete appuntarvi alcune regole di base. Innanzitutto, non potete usare fiori comprati nei negozi, dai fioristi: non sono commestibili perché trattati chimicamente! L’ideale sarebbe coltivarli in giardino per una maggiore sicurezza, ma potete anche comprarli al supermercato oppure negli store online. Inoltre, sappiate che la parte commestibile di questi bellissimi vegetali è solo ed esclusivamente il fiore esterno: togliete quindi gambi e foglie prima di cucinarli o di usarli come decorazione. I fiori, infine, non sono un alimento base della nostra dieta e quindi, se non li avete mai mangiati, fate attenzione: potrebbero causare allergie o intolleranze.