La terapia orticola è un nuovo modo di dimostrare che la potenza della natura è più di una semplice leggenda metropolitana. I terapeuti che la promuovono, a cavallo tra il mondo della psicologia, dell’ecologia e della botanica, utilizzano il giardinaggio come strumento d’aiuto per le persone affette da ansia e depressione, o da malattie cardiache o ancora nel recupero post-operatorio.”La terapia Horticultural come trattamento per molti disturbi psicologici e fisici è un intervento valido e sempre più popolare” spiega Hewson, primo terapeuta “orticolo” che ha fondato il più grande programma di terapia orticola presso l’Homewood Health, centro di recupero delle tossicodipendenze e trattamento della salute mentale in Canada. Hewson ha iniziato ad utilizzare questa terapia con persone che soffrivano di demenza e disturbi alimentari: La terapia stimola il pensiero, esercita il corpo e favorisce la consapevolezza dell’ambiente esterno. Inoltre, i pazienti che hanno beneficiato di questo tipo di terapia hanno sperimentato un rinnovato desiderio di vivere, una riduzione di ansia e migliore autostima.Altri ricercatori hanno aderito alla scuola di pensiero di Hewson: in uno studio in corso presso l’Università di Copenaghen, i ricercatori calcolano che le persone che soffrono di stress cronico avranno maggiori miglioramenti dopo aver trascorso del tempo in un “giardino di guarigione”, rispetto a quelli che riceveranno la terapia tradizionale. La ricerca ha mostrato un’associazione tra il fare attività in ambienti naturali e la salute, in particolare in relazione allo stress La terapia basata sull’interazione con la natura porta gli stessi o migliori risultati di quelli del gruppo di terapia cognitivo-comportamentale. I benefici si estendono oltre l’umore: alla NYU, “un giardino di guarigione” viene utilizzato per aiutare i pazienti a riacquistare la mobilità dopo un intervento chirurgico o un ictus. Inoltre il giardinaggio è una forma lieve di attività aerobica e negli adulti più anziani può contribuire ad aumentare la flessibilità, la forza delle mani e la coordinazione occhio-mano. Se la palestra o il fare una passeggiata arrecano benefici cardiovascolari, il giardinaggio offre l’opportunità di imparare anche una nuova abilità, capace di migliorare anche il funzionamento cognitivo.
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L’anima della cucina cinese
Un equilibrio armonico tra caldo e freddo, odori e sapori che si fondono e si confondono dando vita a piatti dalla tradizione millenaria. I pilastri della cucina cinese sono gli stessi della religione e della filosofia: lo Yin e lo Yang. Con lo Yin si intendono gli alimenti femminili e rinfrescanti, come frutta e legumi, mentre tra gli alimenti Yang, che sono maschili e riscaldanti, ci sono carne, fritti e cibi speziati. L’anima della cucina cinese? È la condivisione. Durante il momento del pasto, infatti, i commensali attingono tutti a un unico grande piatto messo al centro del tavolo con l’aiuto di bacchette o cucchiai. Ecco allora una rassegna di alcuni tra i piatti più celebri della cucina cinese. Si parte con un croccante antipasto, passando per primi e secondi piatti. E,in fine, il dessert più popolare della Cina. Involtini Primavera Croccanti involucri di pasta che contengono un gustoso ripieno alle verdure. Gli involtini primavera sono uno degli antipasti più famosi della cucina cinese. Perché si chiamano così? Venivano preparati in Cina in corrispondenza col Capodanno cinese, Tagliatelle di Riso Molto simili alle nostre tradizionali tagliatelle, le tagliatelle di riso sono un primo piatto cinese molto digeribile e senza glutine Un grande classico della cucina cinese sono le tagliatelle di riso con gamberi, verdure, germogli di soia e zenzero fresco. Riso alla Cantonese Piselli, carote, uova strapazzate, gamberetti…Quello alla cantonese è il riso fritto più amato della cucina cinese. Può essere un eccellente primo piatto o un piatto unico e farlo in casa è tuttavia semplice! I noodles Posso essere molli, spessi, gommosi o trasparenti e si preparano con le farine più diverse: da quella di frumento a quella di riso, passando per la farina di fagioli. Ravioli Difficile trovare qualcuno che non li ami. Alla griglia o al vapore, brasati o unicamente lessati, questi fagottini ripieni di carne, gamberi o verdure sono il piatto più richiesto nei ristoranti cinesi europei. Pollo alle Mandorle Alzi la mano chi è stato a Pechino e non ha provato il pollo alle mandorle! Questi bocconcini di pollo fritto circondati in una morbida salsa a base di soia, zenzero e mandorle sprigionano tutti i sapori e gli odori tipici della cucina cinese. Da accompagnare rigorosamente con riso bianco. Gelato fritto È il dolce più popolare della Cina in Occidente e si caratterizza per il piacevole contrasto tra la pastella, calda e croccante, e il gelato, freddo. Un risultato che si ottiene grazie alla cottura rapida in olio bollente che non permette al gelato di sciogliersi.
Frutta e verdura contro la depressione
Per combattere la depressione e l’ansia basta mangiare tanta frutta e verdura: lo dicono i ricercatori dell’Università di Melbourne, coordinati da Felice Jacka, i quali hanno monitorato per dieci anni la salute di un migliaio di donne giovani e vecchie facendo una serie di test e di analisi di laboratorio. Dai loro dati è risultato che una dieta sbilanciata porta a un’infiammazione sistematica dell’organismo, con derivanti problemi psichici. In particolare ansia e depressione sono più frequenti in donne che hanno un’alimentazione grassa e senza fibre. Appunto per questo mangiare tanta frutta e verdura contribuisce ad allontanare ansia, depressione e disturbi di cuore.
Il risotto più buono
Si sono sfidati a Milano alcuni chef internazionali qualificati alla finale del Risotto World Challenge. Obiettivo, cucinare il risotto migliore del mondo. Fra le ricette in gara, risotto rosa con salsa di zafferano; al Nero di seppia con peperoncino e menta; con mortadella, fichi e Castelmagno; con variazione di cavolfiori, coda di rospo e cacao; Carnaroli mantecato all’olio extra vergine d’oliva e timo, con acciughe, gelato di peperone e colatura…Facendo un passo indietro, verso l’originale, possiamo dire che il primo documento in cui si parla di risotto è datato 1574, data storica in cui Milano sancisce una sorta di doc per specialità come il panettone, michetta, risotto e l’ossobuco. Eyck Zimmer ha conquistare il titolo di miglior risotto nel 2011 di questa gara gastronomica con un evoluto Risotto con cavolfiore, tartufo nero, foie gras e schiuma parmigiano. Il vincitore dell’edizione 2012, lo chef Carmine Calò de Il Salviatino di Firenze ha invece presentato un piatto di elevata complessità come il Risotto al pomodoro, parmigiano reggiano, sorbetto al pomodoro e basilico. Non si abbandonano gli ingredienti tradizionali, La chef di New York, milanese di origine, ha affiancato all’eccentricità della barbabietola con una salsa allo zafferano a richiamo della sua terra, e una punta di zenzero, citazione della propria patria di adozione. Lo chef di Mosca, ha presentato un risotto al nero di seppia con uvetta, ingrediente principe della loro cucina”. Presentazioni d’effetto e giochi di sapori inediti, anche se il piatto forse più apprezzato dai presenti è stato il classico, ma magistrale nell’esecuzione, Risotto con mortadella, fichi L’interpretazione creativa e l’innovazione associate al piatto sono frutto della grande internazionalizzazione della nostra cucina, ma resta comunque quello di preservare una tradizione italiana, nella preparazione e nella cottura del risotto.
Firenze e la sua tradizione..lo scoppio del carro
Ogni anno Firenze celebra la domenica di Pasqua in un modo veramente speciale. Lo Scoppio del Carro è una tradizione nata circa 350 anni fa. Il carro decorato, detto anche il “Brindellone”, fu costruito la prima volta nel 1622. A forma di torre alta 2-3 piani, viene trainato da due buoi addobbati con ghirlande in giro per le strade di Firenze, fino a Piazza del Duomo nello spazio che si trova tra il battistero e la cattedrale. La casa del Brindellone? Vicino Porta a Prato. Come nasce ? Da una scintilla. Chi lo scorta? Un esercito in costume. Le orgini? “Da pazzi”. Che la colombina debba compiere un doppio viaggio senza intoppi, dall’altare maggiore fino al carro e ritorno, per essere di buon auspicio è noto. Meno conosciuti sono i “segreti” nascosti dietro allo scoppio del carro di Firenze. Il Carro, ben fornito di fuochi d’artificio, quando arriva davanti alla cattedrale si ferma e aspetta l’inizio della messa. Più o meno verso le 11 dall’altare della Cattedrale, mentre all’interno della chiesa si canta la Gloria, l’arcivescovo accende con il fuoco sacro un razzo a forma di colomba chiamato appunto “la Colombina”, che simbolizza lo Spirito Santo, questa a sua volta vola fuori dalla chiesa percorrendo un filo che va a colpire il Carro nella piazza, dando vita a spettacolari fuochi d’artificio che incontrano gli applausi di tutto il pubblico.Se il rituale procede regolarmente e tutti i fuochi d’artificio esplodono, allora si prospetta un raccolto ricco e florido e buona fortuna per la città e per i suoi cittadini. E’ per questo che ogni anno, tutti sperano in uno Scoppio del Carro perfetto!
Si Viaggiare….Weekend di Pasqua
E’ la prima pausa di primavera, un lungo weekend da trascorrere con la famiglia e gli amici resta solo da decidere dove recarsi. Abbiamo pensato di esplorare la Toscana. Sono sempre di più i luoghi che, immersi nella natura offrono la soluzione per disintossicarsi dall’uso di telefoni e computer, la Maremma per esempio con il suo mare cristallino, lunghe spiagge o scogli, monti ricoperti da boschi, zone lacustri e pianeggianti, verdi colline e zone termali naturali, oppure abbiamo pensato a percorrere le strade del vino e dell’olio in Chianti dove le nostre giornate saranno scandite da ore di luce, dai profumi e dalle musiche della natura, però anche Firenze meravigliosa città d’arte dove dopo una visita culturale e un po’ di shopping potremmo fermarci a sorseggiare un cocktail ammirando il centro storico di Firenze…… si abbiamo solo l’imbarazzo della scelta.
Preparativi di Pasqua
Da un po’ di anni ormai si è soliti addobbare la casa anche per la Pasqua, prima si faceva solo l’albero di Natale in occasione di dicembre ma ora sempre di più si elogia l’arrivo della primavera e della pasqua addobbando la propria casa con le decorazioni pasquali. Non c’è bisogno di una spesa eccessiva, basta un ramo di un albero a cui vengono appesi vari soggetti pasquali ovetti decorativi farfalle e non può certo mancare il simbolo per eccellenza il pulcino
Olio si ma attenzione in cucina
L’olio è una fonte di grassi di natura vegetale che troppo spesso viene demonizzata. Presi dalla foga di una dieta restrittiva, infatti, si finisce per togliere completamente il consumo dell’olio. Se volete limitare l’uso dell’olio in cucina, provateci pure ma conservate il piacere di usare l’olio extravergine d’oliva “a crudo”. Se l’olio non raggiunge alte temperature, infatti, è più salubre. Olio, meglio usare quello extravergine d’oliva crudo. L’olio è un condimento che, se viene posto a cottura e raggiunge alte temperature, diventa un nemico per la salute, a lungo andare e con elevate dosi, come tutti i grassi si accumulerà nelle arterie e sui fianchi! È consigliabile usarlo a crudo e con dosi controllate. Pensate a quante persone scelgono di mangiare un’insalata leggera e poi, per insaporirla, l’annegano nell’olio! Quanto olio usare per condire l’insalata? Per 200 gr. di insalata basta un cucchiaio di olio d’oliva. Anche nei sughi, l’olio, può essere aggiunto a crudo, a fine cottura. Esistono diversi modi per cucinare senza olio e senza dover rinunciare al sapore. Ma vediamo nel dettaglio come cucinare senza olio ricorrendo a diversi metodi di cottura. Cucinare senza olio significa alleggerire i piatti che si preparano e far risaltare il sapore naturale dei cibi. Per cucinare in padella senza dover ricorrere all’uso dell’olio dobbiamo munirci di pentole e padelle antiaderenti e sostituire l’acqua all’olio in cottura, arricchendo poi la pietanza con qualche spezia oppure, aggiungere un filo d’olio a crudo.Le padelle antiaderenti, per mantenere la loro efficacia, hanno bisogno di essere unte… ma tranquilli, non è un controsenso. Bastano due gocce di olio da stendere con un pennellino da cucina oppure con un semplice tovagliolo. In questo modo anche i piatti più difficili come frittate e uova al tegamino, saranno facili da cucinare senza attaccarsi al fondo. Stessa cosa vale per le verdure e le carni, aggiungendo, se preferite un po’ di vino e qualche spezia. Carne, pesce e verdure possono essere cotte al vapore. Ma se non disponete di una vaporiera, potete acquistare una pentola forata da poggiare alla vostra classica pentola oppure sfruttare la cottura a vapore nel microonde. La cottura a vapore riesce a esaltare il gusto degli alimenti il senza bisogno di aggiungere olio. La frittata può essere cucinata nella padella antiaderente come vi abbiamo già spiegato, ma anche al forno: è sufficiente ricoprire una teglia con carta forno La stessa cosa vale per i surgelati panati: possono essere cucinati in forno senza bisogno di aggiungere grassi grazie alla carta forno. Grazie al forno, possiamo sfruttare anche la cottura al cartoccio.. Si tratta di metodi che non procurano, tra l’altro, quegli odori persistenti dalla cucina. Anziché friggere le verdure, il pesce e la carne, possiamo ricorrere alla griglia. I pesci più adatti alla cottura sulla griglia di ghisa o sulla brace sono: salmone, tonno, pesce spada, sarde e sgombri, branzino… ma anche gamberi, calamari e seppie. Magari dopo aver attuato tutti questi consigli per la cottura godetevi una bella bruschetta con aglio e olio a crudo a volontà
Caffè… si ma come
E’ tra i più diffusi, principalmente nella nostra penisola dove per preparare un buon espresso bisogna seguire delle regole precise. Prima tra tutte le regole è scegliere dei buoni fornitori di caffè in grani. Che tra Arabica e Robusta vi consiglieranno le loro migliori miscele. Anche la macchina professionale per il caffè fa la sua parte, ma bisogna seguire anche un processo ben preciso, infatti, per circa 30 ml di caffè servono circa 7/8 grammi di caffè. L’Espresso è alla base della maggior parte degli altri caffè. Caffé ristretto E’ un ancora più breve e concentrato rispetto al caffè espresso. Molto aromatico ed intenso è l’opposto del caffè nero, che in genere va a riempire tutta la tazzina. Caffè macchiato segue lo stesso processo del caffè espresso, ma con l’aggiunta di un po’ di latte caldo o freddo; e si distingue dal Caffe latte per le differenti proporzioni degli ingredienti base. Caffè americano è un espresso annacquato. Non viene molto richiesto nella nostra penisola, ma di tanto in tanto trova qualche estimatore, soprattutto nei luoghi più turistici, pertanto per servirlo a regola d’arte bisogna macinare il caffè in modo grezzo per consentire all’acqua di fluire più facilmente. Si stima che il rapporto corretto acqua/caffè sia 8-9 grammi di caffè in 180 ml d’acqua. Caffè corretto in genere è un caffè con l’aggiunta di liquore. Caffè irlandes è una bevanda complessa, preparata con caffè caldo, zucchero, whiskey irlandese e panna in chiusura. Va servito in un bicchiere pre-riscaldato, per un tocco in più possono essere aggiunte spezie noce moscata o cannella. Caffè brasiliano. al caffè espresso bisogna aggiungere lo zucchero, un dito di baileys, spuma di latte ed una spolverata di cacao. Caffè marocchino, comprende un caffè espresso, cioccolata calda e latte fresco intero, con una spolverata di cacao magro. Caffè bicerin include solo cioccolato, caffè e panna montata, ma la preparazione prevede lo scioglimento del cioccolato a bagnomaria che viene aggiunto al caffè, sopra cui viene poggiata la panna montata Quelli elencati sopra sono solo alcuni dei modi più o meno comuni per preparare il caffè in Italia, ma attenti se pensate di aprire un bar all’estero, perchè “paese che vai usanza che trovi”.
Sorprendenti usi delle uova
Le uova sono uno degli alimenti più utilizzati al mondo, la base di infinite ricette, preparate in tutte le aree geografiche. Il loro consumo è fondamentale perché sono un’ottima fonte di proteine e vitamine essenziali. Con l’avvicinarsi di Pasqua poi ne faremo un largo uso e oggi, ivi proponiamo come riutilizzare i gusci delle uova. Essi possono diventare alleati preziosi in giardino, in cucina e per la cura del corpo, grazie alle loro proprietà: Alleati in giardino: I gusci dell’uovo sono ottimi fertilizzanti: basta schiacciarli, mescolarli con il terriccio e posizionarli alla base delle piante, principalmente quelle con una crescita rapida.Grazie all’alto contenuto di calcio, sono utilizzati per rafforzare le piante il cui fusto deve sostenere frutti pesanti, come ad esempio i pomodori o i peperoni.Hanno inoltre un effetto anti-parassita: posizionando i gusci intorno alle piante, ad esempio la lattuga, si crea una vera e propria barriera fisica che impedisce alle lumache di passare. L’effetto barriera è creato dai bordi taglienti dei gusci. Alleati in casa: Sporco ostinato su pentole e tegami? Nessun problema: basta strofinare frammenti di guscio sulla parte interessata. Eccellente rimedio per sbiancare il bucato e togliere le macchie sui tessuti, sia a mano che in lavatrice: basta sbriciolare i gusci in un sacchetto di cotone o a rete per evitare che intasino il filtro durante il lavaggio ed inserirlo nella lavatrice o strofinarlo sulla parte interessata in caso di trattamento a mano.Idea originale per creare una candela: aprendo con attenzione l’uovo solo sulla punta, è possibile utilizzare la sua base per creare delle originali candele. Basta riempirle di cera, inserire uno stoppino e, una volta raffreddata la cera, rimuovere il guscio.