Lucuma l’oro degli Inca

La Lucuma è un super food che protegge il cuore, rigenera la pelle, rafforza gli occhi e contrasta l’infiammazione, ed è la migliore alternativa a tutti i dolcificanti in commercio dato il suo basso indice glicemico e la ricchezza di vitamine ed oligoelementi. Usata fin dall’antichità in Sud America per le sue proprietà medicinali, considerata simbolo di fertilità e eccedenza per il popolo Inca, la Lucuma è ricchissima di beta-carotene, ferro, zinco, vitamine del gruppo B, calcio, proteine e recenti ricerche scientifiche dimostrano enormi effetti benefici per la salute tanto che si è cercato di brevettarla così da poterla vendere a caro prezzo. Il frutto di questi alberi è simile ad un avocado come forma: all’esterno una scorza dura e verde che copre la dolce polpa interna, che a sua volta avvolge 4/6 semi dai quali si ricava un olio favoloso. La polpa è di colore giallo ed ha una struttura che per impasto ricorda quella di un tuorlo d’uovo cotto. Molte persone dicono che il gusto della Lucuma sia un accordo tra la dolcezza dello sciroppo d’acero, la patata dolce e la polpa della zucca. Dalla polpa essiccata si ottiene la famosa polvere, per gelati o come alternativa allo zucchero in tutte le preparazioni di pasticceria. Il suo gusto delicato esalta la maggior parte degli alimenti senza comprometterne il sapore. Può essere aggiunta al caffè, tisana, dolci fatti in casa, ecc. La texture della polvere di Lucuma è simile a quella dello zucchero semolato, il gusto è simile allo zucchero di canna, con note morbide e fruttate che ricordano il caramello e la vaniglia

Ricetta per essere felici: annusare il rosmarino

I ricercatori dell’Università di Newcastle hanno condotto uno studio per verificare se annusando il rosmarino alcuni soggetti si sentissero più felici e i risultati ottenuti sembrerebbero confermare l’ipotesi. Secondo questi esperti ciò avviene perché nel rosmarino è contenuto L’1,8-cineolo una sostanza che quando entra in circolo nel sangue regala sensazioni di relax e allegria. Il rosmarino è un’erba meravigliosa la sua  tradizione dura millenni. Ha innumerevoli utilizzi sia in cucina dove accompagna primi e secondi piatti e in erboristeria, dove diviene un immancabile alleato di tisane e decotti. Le sue proprietà sono davvero tante e fin dall’antichità è stato collegato con il miglioramento e sviluppo del cervello. In Amleto di Shakespeare, Ophelia dice: “C’è il rosmarino, che è per il ricordo.” Infatti già si sapeva che potenziava la memoria tanto che è stato a lungo adoperato come simbolo di rimembranza durante i matrimoni, commemorazioni di guerra e funerali.  Veniva anche bruciato e le sue ceneri gettate sulle tombe come simbolo del ricordo per i morti. A causa di questa associazione apparentemente esoterica, il rosmarino è a volte stato usato come una sorta di amuleto, e messo sotto i cuscini o semplicemente attaccato in casa come un mazzo di fiori, e si credeva che l’utilizzo del rosmarino in questo modo avrebbe protetto il dormiente da incubi, così come aumentato le capacità cognitive.

La fine di un amore capita a tutti nella vita

Il problema è come superarla. Amalia Andrade ha realizzato Come sopravvivere al mal d’amore, in aiuto ai cuori infranti, a tutti quelli che sono stati lasciati, da un fidanzato, da un disonesto, o da un cane;  a quelli che hanno lasciato qualcuno. Come tutti i quaderni di esercizi che si rispettino: quindi si fanno liste, si elenca cosa si è sbagliato, c’è lo spazio pure per le invettive da scrivere di proprio pugno. E diversi  i rimedi consigliati per superare una delusione: una playlist da ascoltare per tirarsi su musicoterapia, i film da vedere massima consolazione, i libri da leggere biblioterapia, persino le ricette della nonna. Alla fine nei ringraziamenti c’è l’ennesima lista costo/benefici: Chi mi ha aiutato/Chi mi ha spezzato il cuore. Fatela anche voi, vi sentirete subito meglio.E, soprattutto, basta piangersi addosso. Abbiamo scelto alcuni punti di un terapeutico  percorso per sopravvivere alla fine di un amore, voi fate il vostro. Iniziamo: Fine di un amore: preparate il kit per disintossicarvi Libri, canzoni, un gatto, si trovano facilmente. Per l’autostima dovete lavorarci su, è la prima cosa da fare. Poi potete anche andare al cinema niente commedie romantiche per almeno un paio di mesi per favore. Fine di un amore: esercitatevi prima di mandare sms tanto alla tentazione di mandare un sms non resistete, soprattutto nei primi momenti. Attenzione fatevi furbe: se vi prudono le mani e non vedete l’ora di insultarlo fatelo con insulti in guanto di velluto. Lo spiazzerete e vi dirà tutto quello che vorrete sentire. Tranne la verità, ovvio. Fine di un amore: c’è chi sta peggio di voi Beh non ci vuole  Mary Poppins a ricordarvelo. Primo non siete le uniche ad avere un problema, a stare male, a essere deluse, uscite dal vostro orticello e pensate anche agli altri. Secondo, se proprio non ci credete cercate almeno la gioia nelle piccole cose.  Fine di un amore: come capire quando siete guarite quando all’improvviso non avete più voglia di piangere ma di: Cantare. Scrivere su foglio tutti i pensieri tristi e cattivi e bruciarli magari per chi ha un giardino, evitate i lavandini, potreste dare fuoco alla casa. Dipingete quella vocina che è in voi e vi dice sempre cose che non vorreste sentire  Fate le cose più oscene: mangiare un hamburger, vedere una serie tv tutta di fila. Insomma quando vi sarà tornata la voglia di gratificavi. Fine di un amore: non ce la fate proprio a riprendervi Allora tranquille, come succede con il corpo, certe volte bisogna imparare a convivere con il dolore fisico. Alla fine non si sente più. Se la tristezza non se ne va, non combattetela, lasciatela lì in un angolino. Finirete con il dimenticarla.

 

Spezza la fame con le mandorle e evita le abbuffate

Un recente studio dell’Università di Adelaide condotto su uomini e donne ha dimostrato che mangiucchiare mandorle e frutta secca alle 5 del pomeriggio aiuta a frenare l’appetito. I ricercatori australiani e americani, ritengono sia dovuto alla buona quantità di grassi monoinsaturi e di fibre.E’ importante sapere che in effetti, oltre che spezza fame, le mandorle racchiudono uno scrigno di virtù: per chi segue un regime vegetariano, perché rappresentano una buona fonte di proteine e vitamina E; per chi ha problemi di pigrizia intestinale, per merito delle fibre meglio se abbinate a una tazza di  yogurt per prevenire l’osteoporosi, grazie all’alto contenuto di calcio ma anche di magnesio, che favorisce la fissazione del calcio nelle ossa; per chi soffre di anemia, in quanto sono fra i vegetali più ricchi di ferro Le mandorle sono anche una miniera di magnesio sostanza responsabile di molti processi metabolici essenziali, come la trasmissione nervosa. In pratica, un buon apporto di questo minerale è una garanzia antistress. Attenzione però anche se la frutta secca può sembrare a prima vista innocua, non bisogna dimenticare invece che esistono anche  delle controindicazioni e dei casi in cui è sconsigliata. Nel caso ad esempio si soffra di calcoli, che siano renali o biliari, è necessario consumare con prudenza mandorle, frutta secca e altri alimenti ricchi di ossalati che possono aggravare la situazione. Anche in caso si soffra di herpes, le mandorle sono sconsigliate vista la presenza dell’aminoacido arginina che potrebbe promuovere la replicazione del virus.

La tecnologia che avanza sostituirà l’uomo

Droni per impollinare, robot contadini, macchine che ottimizzano la cura del bestiame. Nei campi le nuove tecnologie tendono a soppiantare l’uomo. E sono già allo studio le “città agricole”, nuovi centri dove coltivare grandi quantità di verdure senza sprecare risorse preziose. A cominciare da terra e acqua. Braccia meccaniche e tapis roulant per la produzione di 30mila cesti di lattuga al giorno in un ambiente illuminato a Led con temperatura e umidità controllate da remoto. Non è una puntata di una telenovela ma una realtà più che prossima, almeno in Giappone. È qui infatti che fra pochi mesi verrà aperta la prima fattoria in cui intelligenze artificiali sostituiranno i contadini. L’azienda di ortaggi che si lancia in questa nuova avventura è la Kameoka Farm vicino a Kyoto, sperimenta un sistema di coltivazione verticale intensiva che riduce del 98% il consumo di acqua, minimizza gli scarti di lavorazione ed elimina l’uso di pesticidi. La nuova Techno Farm farà un passo avanti escludendo quasi in toto il contributo umano, a eccezione della delicata fase della semina che verrà ancora gestita da persone in carne e ossa. Un metodo adottabile in qualsiasi parte del mondo che non porta solo a un risparmio della manodopera ma migliora le condizione igieniche della fattoria e riduce lo spazio richiesto per il processo di coltivazione consentendo di produrre oltre 120 cesti di insalata in più per metro quadrato rispetto a una tradizionale coltivazione. Abundant Robotics, questa start-up americana l’anno scorso ha ottenuto da Google Ventures 10 milioni di dollari per commercializzare il proprio prodotto: si tratta di una macchina raccogli-mele una mela al secondo in grado di riconoscere e prelevare solo quelle mature con un particolare sistema sottovuoto, senza danneggiare le altre. Ma l’esercito in campo agricolo ha leve in ogni settore, con l’intento di dimostrare che la nuova agricoltura non richiede spese folli. Nell’esperimento pilota un drone, un trattore e una mietitrebbiatrice hanno lavorato un campo d’orzo di un ettaro Il raccolto è stato di 4,5 tonnellate, utilizzate per produrre birra. «Qui la questione non è togliere lavoro alle persone, ma cambiarne il profilo professionale. Non ci saranno più autisti di trattori, ma analisti agricoli e manager delle flotte utilizzate nei campi.

Mangiare cibi piccanti

Saporiti, deliziosi e “incandescenti” i cibi piccanti conquistano e dividono. C’è chi li ama e li mangerebbe ogni giorno. E c’è chi, invece, comincia a lacrimare anche soltanto sentendone l’odore. Peperoncino, pepe, wasabi, donano tutti un tocco speciale ad ogni piatto. Ma non tutti riescono a sopportare la sensazione di bruciore che si prova ad ogni boccone, la capacità di apprezzare i cibi piccanti dipenderebbe dalla personalità di chi li mangia. Alcuni lati del carattere sembrerebbero influenzare la tendenza a gradire la sensazione di piccantezza. Ne ha parlato il sito Livestrong che ha riportato e  fornito alcuni interessanti consigli di degustazione. I cibi piccanti piacciono a chi ama le emozioni E’ proprio questa la conclusione a cui sono giunti i ricercatori. Si tratta , in particolare, di fattori di natura sociale e culturale o legati all’abitudine di consumare o meno tali alimenti oppure, infine, proprio al carattere della persona. Si è rilevato che, generalmente, chi ama le emozioni forti ed è alla ricerca di sensazioni complesse ha più probabilità di gradire il piccante. Questo probabilmente perchè la sostanza che indica la percezione della piccantezza da parte dell’organismo, provoca una sensazione di bruciore e di lieve dolore che attrae chi ha questo tipo di personalità. In ogni caso è stato provato che una frequente e costante esposizione alla capsaicina determinerà una maggiore tolleranza al bruciore. Per chi si chiede perché ci si dovrebbe sottoporre al consumo di cibi piccanti per imparare ad apprezzarli, la risposta è semplice. I cibi piccanti fanno bene alla salute. E’ stato dimostrato, infatti, che le spezie sono ricche proprietà antiossidanti e contrastano il cronicizzarsi di disturbi e malattie. Secondo un recente studio, ridurrebbero persino il rischio di cancro. Per questo sarebbe importane inserirle nella propria dieta  inserendo gradualmente le sostanze piccanti ai propri piatti. Si potrà cominciare con prodotti dal sapore più delicato, Il wasabi, il rafano, e i peperoncini jalapenos, ad esempio, sono perfetti per lo scopo.Per chi, invece, con il piccante non ha problemi, ci sono l’habanero, il ghost pepper, il peperoncino di Cayenna e quello thailandese. Ma ce n’è uno che sembra batterli tutti. Si tratta del Carolina Reaper che, non a caso. Si tratta di un ibrido nato in South Carolina. Si distingue per la codina simile a quella di uno scorpione oltre che, naturalmente, per il gusto super piccante. Ci sono, quindi, peperoncini per tutti i gusti, basta trovare quello più adatto al proprio palato e iniziare a mangiarlo.

Rilassarsi con i suoni della natura

L’esistenza di meccanismi cerebrali innati universali che controllano all’apprendimento del linguaggio negli esseri umani e del canto negli uccelli è confermata da uno studio condotto da T. Sakata dell’University a Montreal, in Canada, che hanno analizzato la comprensione delle vocalizzazioni in un gruppo di diamanti mandarini, una specie di uccelli canori. E’ noto da tempo che le lingue del mondo condividono molte caratteristiche fra cui la struttura sintattica come l’ordine delle parole e proprietà acustiche, come il tempo e l’intonazione  che potrebbero derivare da una predisposizione biologica. Inoltre, recenti esperimenti hanno messo in evidenza sottili relazioni fra capacità linguistiche, senso del ritmo e musica, suscitando il sospetto che fra questi aspetti del comportamento umano e le vocalizzazioni musicali degli uccelli ci sia un legame molto più stretto di quanto finora pensa. Anche solo immaginare di esser seduti all’ombra di un bosco di giovani faggi in primavera ad ascoltare il suono rilassante degli uccelli selvatici che cantano tra i rami. Ora percepite un caldo sole primaverile che penetra l’accogliente copertura di foglie sul mare di campanule sotto i vostri piedi. Concentratevi sui suoni. Si tratta, in realtà, di un impedibile mantra che rigenera. Una sorta di meditazione virtuale che richiede solo una minima parte della tua attenzione, ma che riuscirà a donarvi, tuttavia, un effluvio di benessere tale d’armonizzarsi col vostro miglior umore …

Le invenzioni figlie del caso

Tante invenzioni di cui usufruiamo oggi sono figlie del “caso” niente anni di studi, niente sforzi sovrumani, ma solo e soltanto….il “caso”….Il Viagra: la pillola che ha risolto i problemi di tanti amanti è opera di Merthyr Tydfil, ricercatore gallese che in realtà cercava un rimedio per l’angina I dolcificanti artificiali: lavorando su svariate sostanze chimiche studiate per gli scopi più disparati, alcuni chimici dimenticarono di lavarsi le mani e, leccandosi involontariamente le dita, sentirono un sapore dolciastro… E nacque l’aspartame. Il forno a microonde: una delle tante invenzioni «civili» nate a partire dall’industria bellica. L’ingegner Percy Spencer cucinò involontariamente una caramella con le onde, pardon microonde emesse da un radar. Il brandy: motivi di spazio. Per caricare più vino dalle navi, nel Medioevo si pensò di eliminare per ebollizione l’acqua contenuta nella preziosa bevanda. Ma riaggiungere acqua dopo il viaggio non funzionò. In compenso, il vino «disidratato», cioè il brandy, aveva un ottimo sapore. Il silicone: lo scienziato James Wright, negli anni ’40, cercava un’alternativa al caucciù, materia prima indispensabile per la produzione dei pneumatici. C’è andato lontano, ma ha cambiato l’industria e la vita di tutti i giorni. Le patatine fritte: il cliente ha sempre ragione; il cuoco George Crum, nel 1853, per accontentarne uno che si lamentava dello spessore delle patate che gli erano state servite, le taglio a strisce sottili; in più, per renderle più croccanti, provò a friggerle, creando quello che per molti è quanto di meglio esista in cucina.

La marmellata al gin tonic

Le mattine sono durissime. Le colazioni instagrammabili, idem. Classica fetta biscottata, avocado toast, unicorn milk o cappuccino, uova & bacon: mettere a confronto le colazioni del mondo è l’inizio di una gara di raccolta like. E di sapori variegati per cominciare bene la giornata. Squadra dolce, squadra salato, squadra non faccio colazione. Proprio questa ultima categoria è destinata a cambiare idea. Se servisse una carica in più, il suggerimento per la colazione  più di tendenza arriva dall’Inghilterra: marmellata al gin. Il superalcolico tornato grande protagonista intorno al mondo superando colleghi nobili ciao ciao whisky, si prende pure l’ultimo pasto rimasto libero, la colazione. Quello dal quale obiettivamente doveva restare lontano, quello dal quale logicamente doveva restare lontano, quello dove invece è entrato a gamba tesa. Prima colazione con marmellata al gin tonic? Afterhour garantito L’idea è venuta ai britannici che hanno pensato bene di aromatizzare con il preziosissimo gin le nuove marmellate per la colazione. D’altronde ci avevano già provato con lo Spreadable Coffee, quindi perché non tentare l’avventura in chiave “aperitivo a colazione?”. Sono marmellate purissime: zucchero, limone, gin, estratto di chinina e un po’ di acido citrico per conservare. Stop. Va detto, il grado alcolico non vi deve spaventare: la maggior parte dell’alcol dello spalmabile al gin evapora spontaneamente durante la cottura, quindi non vi darà alla testa di primo mattino. Quello che resta è l’aroma del gin, il ginepro inebriante che è la peculiarità più autentica, e necessaria del gin migliore del mondo. Da mangiare comodamente a casa, ancora in pigiama, alternandolo al caffè o al migliore. Rischio sbornia uguale a zero ma sapore inconfondibile. E non dovete nemmeno passare dalla spa al gin o dall’aperitivo a tutti i costi: Pantofole, pane tostato e via. Dal produttore consigliano di consumare questa marmellata al gin tonic assieme ad un sandwich al cetriolo, giusto per mantenere la linea British di avvicinamento al gusto, ma potete anche divertirvi a sperimentare con le vostre varietà preferite. Una crostata, ad esempio, se avete voglia di cucinare. 

 

Metabolismo rallentato?

Ognuna di noi ha quell’amica che mangia tutto ciò che desidera senza prendere un etto, e infatti il mondo femminile sembra dividersi in due: chi può godersi i pasti senza curarsi delle calorie, e chi continua la sua estenuante battaglia con la bilancia e “ingrassa con l’aria”. Tutta colpa del metabolismo lento, al quale contribuiscono diversi fattori come l’età e lo stile di vita. Infatti, è soprattutto dopo i 30 anni che la “macchina del metabolismo” inizia a rallentare. Ma quali sono i sintomi?  I chili in eccesso si accumulano più rapidamente di quelli che si riescono a perdere: la “dieta” tradizionale che eravamo solite seguire per perdere i Kg di troppo sembra non funzionare più; il peso non scende, nonostante le calorie dei pasti consumati vengano ridotte all’osso; il bisogno di zuccheri aumenta e si traduce in un desiderio irresistibile di consumare degli spuntini golosi, specialmente il pomeriggio!  Quando a dormire è il metabolismo, riuscire a rimettersi in forma può risultare un’impresa difficile e stressante, col risultato che a risentirne è anche l’umore. Tuttavia, ci sono diverse strategie che è possibile attuare per riattivare il metabolismo e perdere peso in modo sano e naturale. Ciò che davvero conta non sono soltanto le calorie, ma soprattutto la qualità del cibo che assumiamo. L’assunzione quotidiana della giusta quantità di acqua è necessaria non soltanto per mantenerci idratate. Bere aiuta anche a “calmare la fame” e a darci un senso di sazietà. Stanche della “solita” acqua? Il verde bevuto con regolarità aiuta a ridurre l’assorbimento dei grassi e a bilanciare il livello di zuccheri nel sangue. Bere un infuso di la mattina appena svegli prima della colazione ha un’azione depurante e aiuta ad accelerare il metabolismo. Quando si vuole perdere peso si tende spesso a saltare i pasti. In realtà, non mangiare è negativo. Consumare più pasti, leggeri e salutari, nell’arco della giornata è essenziale per mantenere il metabolismo sempre attivo. Via libera quindi a colazione, spuntini leggeri a metà mattina e il pomeriggio, pranzo e cena limitando le porzioni. I cibi “amici” sono: carboidrati integrali, riso e pasta, ma anche frutta e verdure come mele, pere, noci, broccoli. Alcune spezie, sono utili anche a insaporire i nostri piatti,: la cannella, il peperoncino e lo zenzero, ma anche il cacao amaro.. Indispensabile inoltre l’apporto di vitamina B che puoi trovare anche  in numerosi alimenti cereali integrali, sardine, soia lenticchie, piselli, carote, lattuga, cioccolato.