Per una cena in compagnia di amici diversa potete pensare a qualcosa di vegetariano per ottenere in un piatto più consistenze come morbido-croccante potete farvi aiutare da frutta e verdura ; Utilizzare le spezie e le erbe aromatiche; Servire piatti di carne che in realtà non lo sono: hamburger, polpette, spezzatini si possono fare anche vegetariani Giocate con i tanti colori della frutta e della verdura nella composizione dei piatti
Che tu sia in giardino, al mare in montagna trovati un attimo e abbandonati nel silenzio, interrotto solo a tratti dal garrito delle rondini ,dal fruscio del vento che dà una voce al silenzio, accarezzando il tuo viso ,il tuo corpo .Il sole coi suoi raggi avvolgenti riuscirà a darti quel tocco in più di mistero, di attrazione, ed ti sentirai rapita da questo scenario incantato. Sentirai che tutto intorno a noi è vita se ascoltiamo la voce della natura, che ci lascia nell’abbandono dei pensieri ,per riscoprire la vera gioia di vivere.
Cosa ne dite di preparare una cena vegetariana questa sera? Niente carne, né pesce, ma “solo” frutta, verdura, legumi, uova,formaggi, funghi. Nell’Anno internazionale della frutta e della verdura è un’idea per raccogliere l’invito a consumare più alimenti vegetali, oltre che un modo per sperimentare nuove ricette per portarli a tavola. E se questa motivazione non vi bastasse per mettervi ai fornelli, ecco altri motivi per fare una cena vegetariana anche se non siamo vegetariani, perché abbiamo ospiti vegetariani; perché una cena a tema è divertente; perché la frutta e la verdura sono salutari; perché vogliamo essere più sostenibili a tavola, per scoprire che vegetariano e gustoso sono caratteristiche che non si escludono a vicenda.
Persino nelle case più piccole basta un attimo di distrazione o svogliatezza per essere presi in contropiede dal disordine. Se a tutto ciò si aggiungono figli e partner poco attenti, mettere in ordine potrebbe trasformarsi in una complicatissima competizione quotidiana. È bene allora scendere sul campo di battaglia preparati e facendo affidamento su un valido alleato. Quale? Lescatole contenitori! Le scatole portaoggetti ti aiutano a ordinare e a sistemare con facilità gli oggetti della tua casa. Sono uno strumento enormemente versatile: si adattano a qualunque tipo di ambiente e ti permettono di organizzare dalla lavanderia al guardaroba passando per la cucina ed il bagno.
Guardare le foto dove sono ritratti gatti, gattini, intenti a giocare o a dormire, farebbe bene alla relazione a due. Lo dice uno studio sul tema tenuto dalla rivista scientifica Psychologcal. I ricercatori hanno interrogato 160 coppie sposate per definire l’effetto della compagnia dei gatti sul benessere di coppia. I soggetti sono stati invitati a guardare insieme tutti i giorni le foto di alcuni cuccioli di gatti.Dopo un mese di questa pratica le coppie hanno confessato di sentirsi meglio gli uni con gli altri. Più amorevoli e connessi, persino più felici.I ricercatori hanno avanzato una spiegazione per questa sorta di effetto-gatto sull’umore della coppia. Infatti i gatti darebbero stimoli positivi, solo attraverso l’osservazione del loro comportamento. Ancora meglio allora, viene da ipotizzare l’effetto sulla coppia se si possiede un vero gatto in casa. Qui gli scienziati sembrano meno sicuri. Un gatto reale e non virtuale sarebbe un essere che potrebbe rendere più complessa la vita del suo padrone. Gli effetti negativi della presenza dei gattini, come graffi sui mobili e peli sui divanidove spesso i nostri amici amano dormire, sarebbero problemi reali da affrontare nella cura quotidiana dell’animale domestico. Più in generale prendersi cura di un gattino è comunque un impegno che richiede scambio ed energie. Al contrario di quanto avviene con la virtualità, dove spesso vengono colti solo gli aspetti più positivi di questo tipo di rapporto. Anche perché l’ossessione per i gatti ha i contorni di una mania contemporanea. Ci finiscono dentro esemplari dal muso curioso o semplicemente colti in una posa anomala. E gli utenti guardano le foto senza stancarsi mai.
Primavera deciditi che qui non possiamo passare dai ventotto gradi in maglietta spiaggia e mare a questa atmosfera natalizia da camino acceso, maglione con le renne… e tortellini in brodo
In una bella distesa di grano, nacque un nuovo fiore. Era diverso da tutti gli altri, e le spighe, con il loro dolce ondeggiare cullate dal vento lo guardavano con diffidenza un estraneo tra noi che sciagura, rovinerà lo splendido panorama che solo noi riusciamo a creare!, a volte lo prendevano in giro: Ma guardati sei proprio strano, sei troppo giallo, sarai malato?. E il fiore dal lungo stelo, si sentiva sempre più solo, sempre più triste, e mentre cresceva la sua testa si piegava in basso, per la vergogna di essere diverso.Le spighe, vedendo che il nuovo arrivato non si difendeva neanche, presero ancora a elogiare le loro qualità. Dicevano in coro: con il nostri frutti si fa la farina, con la farina si fanno i biscotti le tortee pure dei bei piatti di pasta e tu invece, a cosa servi? Secondo noi proprio a niente! Lo strano fiore si chinava sempre più a guardar la terra! Ma un giorno passò di lì una donna con il suo bambino, e le spighe eccitate dai complimenti che avrebbero ricevuto, si bisbigliarono l’un l’altra a bassa voce: coprite il fiore, di modo che non lo possano vedere! Ma il bambino curioso notò il fiore tra le spighe di grano, fece avvicinare la sua mamma, e le chiese: Mamma cos’è questa pianta, a che serve, perché è così china?. La donna riuscì a vedere attraverso la sua solitudine e si commosse, versò una lacrima che finì proprio al centro del cuore del giovane fiore, che sentì per la prima volta un’emozione d’amore. E’ un girasole, disse la mamma, è nato per caso tra le spighe di grano e non sentendosi accettato ha chinato il capo, forse non sa che i suoi tanti fratelli sono talmente belli e talmente fieri da avere il capo eretto per guardare in faccia il sole. E poi, piccolo mio, immagina che questa distesa di grano sia un bel piatto di pasta condita da un filo d’olio, il frutto del suo girasole Da allora il girasole alzò il capo per guardare il sole da mattina fino a sera, ma senza rancore per le sorelle spighe, che chiesero perdono per il male causato ma soprattutto capirono che un fiore non è peggiore solo perché diverso, che ogni creatura porta dentro di sé la propria bellezza e lo scopo della propria esistenza.
Non c’è niente al mondo di così irresistibilmente contagioso come il riso e il buonumore, disse Dickens. Ebbene si, sicuramente ricorderai tante cose della tua vita dalla gita al mare con gli amici, agli eventi che hanno segnato la tua vita, ma di sicuro ricorderai quella volta che hai riso a crepapelle fino ad avere i crampi allo stomaco Proprio così, ridere è un gesto tanto semplice quanto benefico: è terapeutico, permette di allontanare ogni negatività e aumentare la propria vitalità. La risata può essere spontanea e generata da qualcosa di divertente o da qualcuno dotato di un grande senso dell’umorismo. Ma non solo, può anche essere indotta. Ebbene sì, si può ridere anche senza motivo. Questo il focus dello Yoga della risata, una disciplina accessibile a tutti che insegna con un po’ di allenamento a lasciarsi andare a una risata liberatoria. I benefici psico-fisici sono tanti: la pratica infatti, se svolta con regolarità, permette di ritrovare il benessere e fare il pieno di energia. In cosa consiste? Questa pratica, decisamente liberatoria, si svolge in gruppo perché la risata grazie ai neuroni specchioche si attivano quando si è in compagnia di altre persone diviene contagiosa. Porta il tuo corpo a ridere, la tua mente lo seguirà’ stando a quanto afferma il Dott. Kateria è possibile ridere anche se non c’è uno stimolo comico. Innescare la risata è molto semplice: si ispira con il naso, si trattiene l’aria nei polmoni e si espira ridendo. Più ci si allena e più la risata si sblocca e si lasciano così andare emozioni bloccate, ci si sente più leggeri
Un terzo di ciò che mangi ha origine da colture impollinate da insetti. L’80% di questi insetti sono api. Esistono più di 16.000 specie di api, ma non più di una decina è in grado di produrre il miele. Nella sua vita una singola ape produce una quantità di miele pari ad un dodicesimo di un cucchiaino da caffè. Per produrre 450 grammi di miele, poco più di un vasetto, le api devono visitare 2 milioni di fiori. Qualche anno fa, per dimostrare l’importanza delle api, Whole Foods, una catena americana di cibo biologico, ha rimosso dai negozi tutti i prodotti che derivano dalle piante che dipendono dal lavoro di questi preziosi insetti. Risultato? Il 52% dei prodotti è sparito dagli scaffali. Più della metà di ciò che troviamo quotidianamente nei supermercati. Purtroppo, questi operosi insetti, così come gli altri impollinatori come farfalle, pipistrelli e colibrì, sono a rischio per colpa dei pesticidi, dei cambiamenti climatici e delle pratiche di monocoltura che riducono le sostanze nutritive disponibili.
Il corpo è lospecchiodel nostro stato di salute e canale favorito per l’espressione del disagio psicologico quando questo non riesce a essere elaborato a livelli più alti di consapevolezza. In assenza di una causa organica, segnali più frequenti, i sintomi, possono assumere le forme più varie: mal di testa, tachicardia, problemi nell’alimentazione e nella digestione, nausee… La malattia che colpisce il corpo, dal punto di vista psicologico è un segnale preciso che attraverso di esso, ci esorta a fermarci, a rallentare, a riprendere il contatto con noi stessi. Anche un’influenza, seppur legata all’aggressione di un organismo esterno, può manifestarsi in modi diversi a seconda delle proprie condizioni generali e del proprio momento di vita. Come possiamo tornare a stare bene? Riuscire a entrare in connessione con noi stessi, imparare ad ascoltare il nostro dialogo interiore, sviluppare la nostra intelligenza emotiva e coltivare la nostra crescita personale sono passi importantissimi per la riconquista del nostro benessere interiore. Troppo spesso ci angoscia l’assenza di rumore, la sensazione di noia, ci risulta strano ascoltare il nostro respiro. Invece dobbiamo iniziare proprio da lì. Riuscire a entrare in connessione con noi stessi, imparare ad ascoltare il nostro dialogo interiore, sviluppare la nostra intelligenza emotiva e coltivare la nostra crescita personale sono passi importantissimi per la riconquista del nostro benessere interiore