5 cose per essere felici

A volte, basta poco per modificare un sorriso accennato in un’arma contagiosa di felicità e piacere, ecco 5 consigli semplici per “per procurarsi intensi momenti di non secondaria felicità” I ritmi di vita frenetici in cui spesso siamo scagliati ci impediscono il più delle volte di destinare del tempo al nostro corpo. È invece importante ritagliarsi ogni giorno almeno mezz’ora per se stessi: un bagno caldo immersi in oli profumati, uno scrub al viso, una seduta di manicure ma anche un po’ di autoerotismo con il giusto sex toy. La mattina decidete di far suonare la sveglia un po’ prima dell’ora prevista per godervi il tepore delle lenzuola e concedervi ancora qualche minuto di relax in vista di un’intensa giornata lavorativa. Se avete qualcuno con cui condividere questo momento e trasformarlo in coccole, la felicità è doppiamente assicurata. Bere del buon vino, in piccole quantità, fa bene alla salute e allo spirito. Il vino infatti contiene una gradazione alcolica equilibrata che, se assunta nelle giuste dosi, stimola una sensazione di euforia simile alla felicità. Se poi il vino è accompagnato da un piatto afrodisiaco. La magia dei tramonti, specie quelli primaverili ed estivi quando il sole cala a ore più tarde, è una gioia per gli occhi e per l’animo. Un paesaggio mozzafiato o un fenomeno naturale alimentano un senso di libertà e felicità unici, specie se condivisi con qualcuno che si ama

Couple at outdoor party with white wine laughing

Cuccioli da allevare tra le mura di casa

Cani, gatti, ma non solo. Chi ha detto che gli animali da compagnia devono chiamarsi per forza Fido o Ginger? Ci sono cuccioli di diverse specie che hanno lo stesso bisogno di amore e che possono offrire, a modo loro, significative dimostrazioni di affetto e tenerezza. Gli animali d’affezione, secondo le norme italiane, sono: cani, gatti, furetti, pesci tropicali decorativi, numerose specie di anfibi e rettili, gli uccelli protetti, ed infine roditori e conigli domestici. Esaminiamoli: furetto domestico, è un animaletto molto allegro e giocherellone, sempre a caccia di coccole e di attenzioni che è pronto a ricambiare. Non sopporta la solitudine ed è sempre vicino a chi si prende cura di lui amerà stare al vostro fianco quando vi distendete sul divano Anche il coniglio nano è un animale amico dei bambini molto sensibile e giocoso, è un animale sociale che predilige la compagnia, dovrete scovarlo sotto mobili e letti all’inizio perché dovrà ambientarsi ma poi non mancherà all’appuntamento con verdure e carote lasciandosi coccolare Insieme a canarini e pappagalli, tra i volatili nelle case italiane c’è il merlo indiano, che rispetto ai pappagalli ha addirittura una capacità vocale imitativa più accentuata. Vivace e sensibile, assicura compagnia con il suo canto e la sua curiosità e la mattina mentre prendete un caffè potete…scambiarci pure due parole!!

Serviti….subito!!

Succede un po’ a tutti, di essere di fretta mentre aspetti un caffè al bar, oppure mentre insieme ad amici sei a fare un pranzo veloce, specie  dove i locali sono un po’ più affollati di essere in attesa al bancone del bar, ma non riusciare ad avere l’attenzione del cameriere per ordinare.In questi casi, spesso si tende a pensare che la colpa è del cameriere che non fa bene il suo lavoro, ma secondo uno studio condotto da ricercatori tedeschi, la questione potrebbe essere leggermente diversa: può essere che siamo noi a non “lanciare i giusti segnali” al cameriere.In ambienti affollati e confusi può essere difficile comunicare: un problema concreto specie nel mondo dei servizi, dove la qualità del servizio stesso è strettamente dipendente dalla capacità di chi lo offre di soddisfare correttamente le richieste del cliente. Capire cosa fa sì che la comunicazione sia efficace o meno è fondamentale poi se si vogliono sviluppare strumenti di supporto ai servizi ed è così nato lo studio che ha visto l’analisi di numerose interazioni reali in veri bar, permettendo di trarre interessanti conclusioni.E’ emerso che il messaggio “voglio ordinare” è un messaggio non verbale: per farsi capire, secondo lo studio, è necessario essere rivolti verso il bancone e guardare un cameriere. Non esattamente una sorpresa, ma quel che è interessante è che mentre questi due movimenti assieme sono “necessari e sufficienti”, senza bisogno di aggiungere altri gesti, uno solo dei due, oppure azioni di tipo diverso, non appaiono altrettanto efficaci. A questo punto però entra in gioco anche l’abilità del cameriere, perché lo studio ha confermato che ignorare un potenziale ordine è considerato peggio che chiedere a qualcuno che ha già ordinato, o che non vuole ordinare, se desidera qualcosa. Pertanto fate attenzione quando chiedete un caffè a come lo chiedete…sarete serviti subito!!

 

Una manciata di uova

Niente meglio di una manciata di uova per festeggiare la Pasqua. Quelle che vedete però, non sono di cioccolato ma di legno. Per realizzare questo gigantesco mosaico l’artista ucraina Oksana Mas ha usato 15 mila uova dipinte a mano. L’opera che ritrae la Madonna è stata esposta a gennaio nella cattedrale di Santa Sofia, a Kiev. Ma decorare le uova non è certo un abitudine moderna. Recentemente alcuni archeologi dell’università di Bordeaux in una grotta del Sud Africa hanno ritrovato frammenti di uova di struzzo decorati a mano. I gusci, risalenti a 60 mila anni fa, erano probabilmente recipienti e le scritte, indicavano il loro contenuto o il proprietario. Se l’ipotesi fosse confermata si tratterebbe delle prime “etichette” oltre che di una delle prime forme di comunicazione simbolica conosciute della storia dell’uomo.get_95767132_web-630x360

Alimenti fuori frigo…si può

Anche un alimento facilmente deperibile come il latte può stare fuori il frigo per due o tre giorni. Prendete una pentola e riempitela di acqua fredda e cubetti di ghiaccio al suo interno, mettetene un’altra piccola dentro cui verserete il latte. Coprite la pentola del latte con un panno, facendo in modo che i bordi finiscano immersi nell’acqua fredda. Controllate periodicamente che l’acqua si mantenga fredda e se si dovesse scaldare troppo cambiatela. Alcune verdure, come le zucchine, le melanzane, i peperoni e i cetrioli possono essere conservati al di fuori del frigo semplicemente “inaffiandole” ogni tanto con dell’acqua, si manterranno rigogliose più a lungo e non perderanno la maggior parte delle loro caratteristiche. Per le carote, invece, riempite dei vasi di terracotta con della sabbia umida per ricreare un habitat adatto alla germinazione di questo ortaggio, che così si manterrà fresco come appena raccolto. Il problema frigo non si pone con la frutta che andrebbe andrebbe conservata a temperature molto basse. Però, bisogna fare attenzione a come posizionate i frutti Se sistemate le banane accanto alle mele le banane anneriranno molto più in fretta. Viceversa, se posizionate le mele vicino alle patate, si manterranno integre molto più a lungo. Vietato mettere in frigo i formaggi stagionati, vanno in luogo fresco e riparato dalla luce del sole. Se avete una cantina, è il luogo ideale per questi alimenti così come per i salumi interi posizionandoli dentro a una moscaiola che non farà passare gli insettispesa_cibo_alimenti_fg

Caramelle..dolci bontà

La parola “caramella è uno prelibato dono che il Piemonte ha fatto alla lingua italiana, se avesse prevalso il toscano, oggi diremmo “pasticca”.Nelle antiche lavorazioni, la massa zuccherina aromatizzata era posta ancora bollente in un piccolo cucchiaio avente becco molto lungo, e versata goccia a goccia sopra un tavolo di marmo; se ne formavano pasticche rotonde grandi quanto una moneta da 25 centesimi; il composto raffreddandosi diventava trasparente e durissimo.Così dalle prime pastiglie di zucchero d’orzo per “mollificare la tosse” si passò alle caramella lavorate con paste di frutta ed estratti naturali: ananas, arancia, ciliegie, limone, fragole e menta. A metà Ottocento con la messa a punto dell’asportazione dello zucchero dalla barbabietola, la caramella divenne un bene di largo consumo. Si ricorse così all’incarto per distinguere le produzioni più “preziose”, utilizzando un foglietto di carta stampata che veniva avvolto “a farfalla” attorno al dolcetto.Le caramelle sono una vera leccornia per grandi e piccini, basti pensare all’espressione di un bambino davanti ad un negozio di dolciumi in cui, tra i colori pastello e i profumi dolci ed invitanti, tutto sembra far pensare a un paese fiabesco. Ogni caramella corrisponde calorica mente a circa un cucchiaino di zucchero, quindi se ne consumiamo 3 o 4 al giorno dovremo ad esempio non mettere lo zucchero nel caffè, questo per stare in equilibrio. Resta comunque uno dei piaceri del palato e quindi qualche caramella va bene ogni tanto.o-caramelle-facebook

Idee per una piacevole domenica…

La vostra domenica pomeriggio può variare in base al periodo dell’anno, alle condizioni climatiche e al luogo in cui vivete. Se state in città, perché non dedicare qualche ora alla scoperta della storia più profonda del luogo? Visitare il centro storico o i musei può essere molto istruttivo ed arricchente. E dopo qualche passeggiata per la città, potreste rilassarvi in qualche parco. Se il clima è mite, potete recarvi a prendere un buonmagari accompagnato da dei biscottini o pasticcini oppure sorseggiate qualcosa di fresco in compagnia o assaporate un bel gelato. Se avete figli, cani, e adesso anche gatti potreste andare, dotandovi di un bel cesto da pic-nic colmo di leccornie, tutti insieme al parco per una bella merenda sul prato e divertirvi insieme in totale spensieratezza. Se il tempo non dovesse essere clemente, esistono comunque molte opportunità per attività al coperto. Il cinema è sempre un’ottima scelta. Molte multisala offrono anche una varietà di servizi per la ristorazione. Quindi organizzate una domenica pomeriggio al cinema con in vostri amici, magari concludendo la serata con una bella pizza insieme. Se il tempo è davvero spietato, anche la nostra casa può diventare un ottimo luogo di ritrovo. Preparate qualche stuzzichino, delle bibite e invitate un gruppo di amici. Potreste dedicarvi a qualche gioco di società oppure ad una maratona di film/serie TV. Ma naturalmente, la domenica, è anche il giorno in cui si gioca il campionato di calcio. Se avete amici appassionati, dunque, potreste vedere una partita tutti insieme.buona-domenica-16

 

Mercati per buongustai

Se volete scoprire i sapori più originali della Toscana dovete andare in uno dei tantissimi mercati che si trovano in ogni piccolo paese della regione, ma come scegliere? Noi vi proponiamo 3 mercati tra città d’arte e splendidi borghi davvero particolari per stuzzicarvi e farvi venire voglia e divenire dei curiosi viaggiatori gourmet. Partiamo da Firenze, dove ci sono molti mercati da quello dei contadini aperto la mattina a Sant’Ambrogio a quello dedicato ai prodotti tipici in Piazza Santo Spirito ogni terza domenica del mese. Quello davvero da non perdere però è il Mercato Centrale di San Lorenzo, la storica struttura ottocentesca in ferro e vetro, nel cuore della città, dove è stato aperto un spazio di 3mila metri quadrati con 500 posti a sedere, per degustare e scoprire i sapori della tradizione, non solo toscana ma di tutta Italia. Al piano terra si possono acquistare i prodotti tipici, dalle verdure alla carne, mentre al primo piano ci si siede per mangiare le specialità offerte dagli artigiani del gusto, dal lampredotto accompagnato da un bicchiere di Chianti Classico al coniglio fritto, dalla pasticceria francese alla mozzarella di bufala. Splendido anche il Mercato delle vettovaglie di Livorno,uno dei più grandi mercati coperti d’Europa collocato lungo il Fosso Reale  Qui tra i banchi di frutta, verdura e salumi spicca il padiglione del pesce, ovviamente freschissimo: il posto ideale dove acquistare gli ingredienti per un perfetto e saporito cacciucco.  Tra i mercati nei borghi toscani da non perdere quello di Greve in Chianti, che si tiene il sabato mattina nella Piazza Giacomo Matteotti, circondata da un affascinante portico che ospita botteghe e ristoranti. Qui si può curiosare tra le creazioni dell’artigianato – come i cesti di paglia – e i prodotti tipici del territorio, dai formaggi tipo il pecorino al Chianti Classico. Concludete la mattina in bellezza con una sosta golosa nella macelleria che si trova nella piazzetta che produce salumi e formaggi, dove si può pranzare con panini alla sbriciolona o alla salsiccia di cinghiale, taglieri di affettati e tartare, ma anche piatti toscani doc come la pappa al pomodoromercato_centrale_firenze-1024x705

 

Pizze pazze!!

La pizza è uno dei cibi più semplici ed economici da gustare in compagnia in un ostello o da mangiare mentre si è in giro tra le vie della città. La fantasia dei produttori (stranieri) di pizza si sbizzarrisce in una miriade di ricette curiose o assurde. Prendi per esempio la pizza Happy Meal di McDonald: è fatta con snack di pollo, patatine, hamburger e, naturalmente, formaggio. In Italia però non si trova (per fortuna).Ed anche in Islanda sicuramente famosa per geyser, vulcani e ghiacciai, scatena sul web una polemica alimentare che sembrerebbe più adatta ad altre latitudini: come l’Italia, o forse le Hawaii. Visitando una scuola il presidente Gudni Johannesson chiede agli alunni quale sia il loro cibo prediletto, e quando gli rispondono “pizza all’ananas” il capo dello Stato esplode, proclamando che, fosse per lui, la vieterebbe. Naturalmente la legge islandese non glielo consente; e si tratta soltanto di una battuta. Ma è presto rimbalzata su Twitter e di lì è dilagata sul web, raggiungendo la Bbc a Londra e facendo il giro del mondo. «L’ananas sulla pizza ci sta benissimo», replicano in tanti. «Sulla pizza ci si mette quel che si vuole», commenta qualcuno. Dunque anche la pizza “hawaiana”, come viene chiamata sui menù delle non poche pizzerie che la servono appunto con l’ananas.La polemica non è nuova. A ogni nuovo ingrediente aggiunto a mozzarella, pomodoro e basilico, saltano fuori puristi che lo contestano e innovatori che lo difendono come un segno di inevitabile progresso. In realtà la notizia, in questo caso, è “dentro” la notizia: consiste nella scoperta che la pizza, con ananas o meno poco importa, è il piatto preferito anche per gli scolari di un’isola ai confini d’Europa, anticamente colonizzata dai vichinghi Dimostrazione di più, se era necessario, che il piatto inventato (o reinventato) a Napoli ha ormai assunto una dimensione universalepizza-ananas-ev