Se chi amate vi delude

Se chi amate vi ferisce, vi delude o non vi comprende la reazione a volte, può essere quella di un’esplosione di rabbia. Nella maggior parte dei casi, la collera è dovuta a una sofferenza mal gestita, tuttavia non bisogna aver paura di ammettere che una determinata cosa fa star male, anzi questo potrebbe essere il primo passo per trovare un equilibrio. Ammettere di soffrire o di rimanerci male per una cosa, per alcune persone può essere sintomo di debolezza che viene nascosto appunto dietro ad una crisi di rabbia che esplode per qualsiasi cosa: un messaggio mancato, un ritardo ad un appuntamento o altre piccolezze del genere. Queste forti improvvise crisi di collera sono caratterizzate da reazioni eccessive rispetto all’episodio e tendono inevitabilmente a distruggere l’altra persona e il rapporto con questa. Nonostante le apparenze, questi episodi di rabbia rivelano una profonda sofferenza interiore. Sono proprio le persone che esplodono in attacchi di ira incontrollata per sciocchezze, le più sensibili e spaventate dalla perdita, dal rifiuto e dall’abbandono. Analizzando con lucidità uno scatto d’ira, possiamo renderci conto che a ferire, non è stato l’evento in sé quanto più l’interpretazione personale. Quando si ha paura, si tende a pensare sempre in maniera negativa e pessimistica pensando dunque che, tutto quello che gli altri fanno, si ritorcerà contro di noi. A volte però basterebbe ammettere di aver paura e di essere spaventati piuttosto che esplodere in un attacco di rabbia improvviso. Questo comportamento infatti, a lungo andare, può creare problemi e rotture anche all’interno delle relazioni più solide. Banalmente, prima di esplodere in una reazione eccessiva, dovreste imparare a contare fino a dieci, e prendersi quel tempo per analizzare l’episodio con lucidità. Una sciocchezza fatta fa una persona, magari per distrazione o per poca attenzione, a noi può sembrare una mancanza di rispetto o un tradimento. Piuttosto che esplodere però analizzate la situazione e poi parlatene con l’altra persona, se vi ama, sarà pronta a rassicurarvi e a darvi tutte le spiegazioni di cui necessitate.

Gatesgarthdale Beck

Gatesgarthdale Beck è il nome del ruscello che scorre ripido attraverso questo passo montano. Tra gli itinerari più elevati nel Lake District, Honister Pass non è solo un punto di passaggio, ma un luogo di grande bellezza che merita una visita apposita. Il paesaggio è tipico della regione: vallate erbose che si estendono su dolci colline e picchi rocciosi da cui godere panorami meravigliosi dell’affascinante Cumbria. Questo è anche un sito di interesse storico: l’ultima miniera di ardesia attiva d’Inghilterra si trova in cima al passo ed è possibile visitarla da qui si ricava  questa roccia metamorfica che adesso è divenuta un must in cucina dove  viene usata come piatto o vassoio per servire pietanze o come inserto decorativo in vassoi e oggettistica Un’ultima curiosità: sembra che Honister Pass detenga il record del Regno Unito per la più alta quantità di pioggia caduta in un periodo di 24 ore. Considerando il clima britannico in generale, qui deve piovere davvero tanto!

Se ami vestire di nero…..

Il nero è certamente il colore più elegante e come tutti sanno rende più magri. Non dimentichiamoci che sta bene con tutto, quindi non c’è da stupirsi se la maggior parte degli abiti presenti nei cassetti e nei guardaroba è di colore nero. Il nero, come qualsiasi altro colore, non è neutro e possiede una serie di caratteristiche come ad esempio le informazioni energetiche. Quando al mattino scegliamo un determinato abito lo facciamo sentendoci orientati da varie sensazioni. Il colore nero indica la tristezza e l’umore nero, la mancanza di visione, di chiarezza, il pessimismo. Inoltre è una nuance che intimidisce, che invita a non avvicinarsi. Ma è anche uno dei due colori del chakra base ed insieme al rosso parla delle radici, della struttura, della forza vitale. Inoltre rimanda al mistero, ed è il colore del combattente forte, che senza paura affronta le sue paure. Chi lo indossa è percepito dagli altri come severo, aggressivo. Cosa si cela dietro la scelta di un guardaroba dominato dal nero? Se prediligi il nero probabilmente hai bisogno di protezione, di mantenere le distanze. Ti senti vulnerabile e l’unica cosa che vuoi è difenderti. Oppure desideri creare un effetto misterioso, un tocco intrigante che ti rende irraggiungibile. Il nero è inoltre particolarmente amato anche da chi non ama il cambiamento e predilige l’ordine e la precisione.

 

Il tempo questo bene prezioso

Spesso non ce ne rendiamo conto, ma il tempo è un elemento molto importante delle nostre vite. Alcune volte sembra non passare mai, altre sembra volare. Il tempo ad esempio è lento quando si aspetta,è veloce quando siamo  in ritardoIl tempo è letale quando sei triste, è breve quando sei felice.Il tempo è infinito quando sei nel dolore, è lungo quando ti senti scocciato.In ogni momento, la comprensione del tempo è determinata dai tuoi sentimenti e dalle tue condizioni psicologiche, non dall’orologio. Quel che è certo è che da sempre scorre per tutti inesorabile e proprio per questo semplice motivo occorre cercare di non sprecarlo per niente al mondo, facendo per esempio cose che non ci piacciono, perché un giorno ce ne potremmo pentire quando sarà ormai troppo tardi. Quindi, cercate  di godere sempre del vostro tempo

Si avvicina San Valentino

Si avvicina San Valentino e quale miglior modo per festeggiarlo che con un brindisi con la persona amata? Se avete intenzione preparare una cenetta a casa  e stappare una bottiglia di  Champagne fate attenzione che ci sono alcune regole da rispettare perché la degustazione e la serata abbia davvero successo. Ecco le  regole che permettono di esaltare le caratteristiche di quello che, oltre che un vino prezioso, è un piacere dei sensi. Lo Champagne si serve fresco, mai freddo. Una temperatura troppo bassa impedisce di apprezzare pienamente i profumi e di riconoscere al gusto le sfumature più fini ed eleganti tipiche dello Champagne. La temperatura ideale di servizio è tra gli 8 e i 10 gradi e si ottiene lasciando la bottiglia per circa tre ore nello scomparto più basso del frigorifero. L’ideale è però raffreddare lo Champagne nel tipico secchiello, per venti minuti, in una miscela di ghiaccio, acqua e sale.Non fate il botto. Mai! Quando stappate una bottiglia di Champagne, stringete con sicurezza il tappo ed estraetelo ruotandolo leggermente senza lasciarlo: il suono che apre un momento speciale deve essere come un soffio, che tocchi il cuore Preferite bicchieri a tulipano. Le coppe, oltre che demodé, lasciano sfuggire troppo rapidamente gli aromi. Scegliete dunque una flûte con la caratteristica forma a tulipano. Quanto spessa e forte è la bottiglia, che deve contenere le turbolenze della seconda fermentazione tipica dello Champagne, tanto lieve e delicata dovrà essere la flûte, che accoglie ed esalta gli aromi di questo grande vino.Non riempite il bicchiere fino all’orlo e ricordate che lo Champagne si versa in due tempi. Versate lo Champagne in due tempi a distanza di pochi secondi. In questo modo il tipico collare di bollicine che si forma in superficie durerà più a lungo nel bicchiere ed eviterete che l’esuberanza dell’effervescenza faccia traboccare il bicchiere.Servitelo con l’aperitivo, meglio ancora a tutto pasto. Crostacei, frutti di mare e canapé di fois gras sono i classici intramontabili degli abbinamenti. Ma lo Champagne è un vino da tutto pasto in grado di sposare anche piatti elaborati, fatevi guidare dal vostro enotecario nella scelta della bottiglia ideale. Ricordate di non abbinare mai uno Champagne brut con il dessert.Apparecchiate la tavola con una tovaglia bianca. Lasciate che sia lo Champagne a colorare la vostra tavola. Potrete così apprezzarne l’effervescenza e le nuances eleganti, dal rosa all’oro antico.

 

Il salva cremasco un eccellenza da condividere

Raffigurato su alcune formelle decorative del XVII e XVIII secolo, è legato strettamente alla transumanza del bestiame che saliva in montagna in primavera per poi ridiscendere a valle in autunno. Durante gli spostamenti, il latte prodotto in esuberanza dalle mucche veniva trasformato in stracchino di salva, in modo da poter essere preservato nella stagione calda.Nato per evitare sprechi, è diventato un formaggio di qualità D.O.P. Questo formaggio delizioso a latte vaccino intero e pasta cruda è attualmente prodotto in due pezzature di altezza tra i 9 e i 15 cm. Ha una lunga stagionatura, minimo 75 giorni, e fa parte della famiglia degli stracchini.La pasta risulta lievemente asciutta e certe volte friabile con sentori di latte, sottobosco, funghi e nocciole. Se lo esamini, vedrai che il profilo del formaggio è un prisma con una crosta sottile, una pasta con occhiature rarissime e un colore bianco paglierino. Non sono ammessi trattamenti della crosta se non spugnature con acqua e soluzione salina, vinacce, oli alimentari ed erbe aromatiche. Eccellente consumato fresco, è ingrediente di molte pietanze, ideale per cene con amici, ed occasioni conviviali.

 

Torte salate e giusti vini

Tra le torte salate più frequenti nelle preparazioni casalinghe figura, senz’altro, la variante che unisce ricotta e spinaci. La presenza di quest’ultimi invita a prestare particolare attenzione, essendo le verdure un cliente difficile dell’abbinamento cibo vino. Verdure verdi come gli spinaci tendono a configurare una situazione ai limiti del paradosso, dove tendenza dolce e sfumature amaricanti si alternano nell’evoluzione gustativa in bocca. La combinazione con la ricotta rafforza sicuramente la tendenza dolce, mentre apporta una decisa corposità al piatto. Servirà, dunque, un vino sapido e dalla freschezza importante, unitamente ad una pienezza di bocca abbastanza decisa. Frequente è anche la preparazione che combina formaggio e speck, dove la grassezza e tendenza dolce del primo sono affiancate dal profilo aromatico del secondo  nella maggior parte dei casi lo speck è affumicato  che donerà al piatto anche sfumature di sapidità e speziatura, con cui il vino dovrà andare a braccetto. Infine, optando per una torta salata più godereccia, la variante che prevede funghi e salsiccia. Dando per assodata una preparazione senza pomodoro, i due ingredienti delineano un mosaico di sapori complessi: pienezza aromatica e dolcezza date dal fungo, grassezza, intensità gustativa, succulenza e talvolta speziatura date dalla salsiccia. In questo frangente è il mondo dei rossi a dare più soluzioni.

Come gestire i pasti fuori casa se sei a dieta

Il cibo è uno dei piaceri della vita. Quando si è a dieta  le rinunce pesano, sia a livello umorale che sociale. Come comportarsi dunque se si riceve un invito per mangiare fuori casa? Accettare o inventare una scusa per  non cedere alle tentazioni? Mai essere troppo severi con se stessi. Seguire un regime alimentare con troppe restrizioni può rivelarsi negativo: “In caso di eccessiva rigidità è facile che la dieta diventi fattore di stress e ossessione, questo perché ci si discosta troppo dalle proprie abitudini alimentari. Fare dei modifiche drastiche nella propria alimentazione è molto faticoso oltre che sconsigliato, quindi sarebbe più opportuno optare per un’evoluzione graduale della propria dieta. Obiettivi poco realistici riguardo il dimagrimento non sono produttivi e possono comportare il fallimento dell’intero progetto Il cibo, oltre a nutrire, favorisce la condivisione e permette di trascorrere in compagnia di amici, parenti e colleghi piacevoli momenti di convivialità. Privarsene sarebbe un peccato. Trasgredire  e concedersi qualche piccolo strappo alla regola, anche quotidiano, può essere gratificante e aiutare a vivere il rapporto con l’alimentazione e con gli altri, con una maggiore serenità. È sconsigliato strafare un solo giorno della settimana: meglio avere poca libertà tutti i giorni che piena libertà un giorno solo. Il segreto del successo? Basta avere buon senso.“Occorre avere un’educazione alimentare e comportamentale, ridurre le quantità durante i pasti e imparare a mangiare sapendo distinguere gli alimenti, suggerisce il nutrizionista. Quando ci si ritrova a mangiare fuori casa è importante bilanciare i pasti. Come? Ci si può comportare in due modi: evitando gli alimenti non presenti nella dieta oppure assaggiare un po’ di tutto e ridurre le quantità dei cibi che si mangiano. Una corretta educazione alimentare suggerisce ad esempio che, se in serata si assumono carboidrati, si dovrà evitare di mangiarne altri durante l’arco della giornata. Cosa preferire? Meglio puntare su alimenti con densità calorica bassa, poveri di grassi e zuccheri ed evitare cibi che contengono calorie vuote. Come dolci, patatine fritte e pizzette. Oltre a ciò che finisce nel piatto è bene fare attenzione a cosa si versa nel bicchiere. Spesso ci si concentra troppo sul cibo quando, invece, l’errore risiede nella scelta delle bevande. Alle bibite gasate, ricche di zuccheri, meglio preferire un bicchiere di vino.

 

“hic et nunc” …..“qui e ora”

Avete mai sentito parlare di “hic et nunc” o più semplicemente di “qui e ora”? Questa semplicissima espressione racchiude un concetto davvero molto vasto e spesso si fa corrispondere con altre frasi tipo “carpe diem” ovvero “cogli l’attimo”; in ogni caso queste definizioni indicano sempre un modo di vivere che ha come filosofia gli insegnamenti zen.  Per comprendere il “qui e ora” i buddisti fanno riferimento ad una storiella abbastanza famosa che parla di un uomo che inseguito da una tigre raggiunse il bordo di un precipizio, disperato e non sapendo più dove fuggire, per mettersi in salvo si aggrappò ad un ramo sporgente e abbastanza debole per reggerlo a lungo.In ogni caso in fondo al dirupo c’erano altre tigri pronte a sbranarlo e poiché l’uomo non vedeva nessuna alternativa e certo che in ogni caso sarebbe stato attaccato da una tigre staccò una fragola che era su quel ramo e se le gustò meditando su quanti doni e meraviglie ci regala la natura in ogni istante. Ora di certo avete ben capito cosa significa “hic et nunc” e cosa l’aneddoto ci abbia voluto insegnare: ammirare tutto ciò che ci circonda cercando il bello in ogni cosa… al di là se la situazione è a nostro favore o discapito. Ai nostri giorni attuare gli insegnamenti zen è ancora più complicato a causa dello stress e della mancanza di una concentrazione e pace interiore.Ma ritrovare la pace interiore non è poi così complicato, è sufficiente pensare alla bellezza ed irripetibilità di ogni istante, alla dolcezza che può avere l’abbraccio di una persona che ci vuole davvero bene, osservare un vaso con un  fiore  che sboccia, ascoltare il rilassante ticchettio della pioggia e respirare la freschezza dell’aria in quegli istanti, il caffè che profuma tutta la casa e invita a svegliarsi… Questa continuo cercare il bello e il positivo in ogni cosa, ci rende sempre più consci che in fin dei conti la “felicità” può essere in ogni cosa e certamente questa ricerca ci trasforma in esseri positivi e propositivi ad affrontare il domani che sarà certamente migliore di ieri e di oggi.