Capita a tutti di vivere una settimana intensa, satura di impegni, obblighi e attività stressanti che ci portano sull’orlo di una crisi di nervi. Certe settimane si arriva alla domenica con l’improrogabile esigenza di staccare la spina almeno per un giorno e godersi una domenica all’insegna del riposo e della serenità.Sia che voi siate da soli o in compagnia, esistono una marea di attività rilassanti e gratificanti che si possono svolgere nel corso della domenica. A volte può capitare di non godersi questo giorno libero a causa della troppa stanchezza e/o noia, trascinandosi da un divano all’altro in attesa che inizi il lunedì.Per iniziare la giornata col piede giusto occorre prima di tutto concedersi un sonno di bellezza di almeno 8 ore. Se vi volete un po’ di bene, la domenica mattina è d’obbligo alzarsi leggermente più tardi del solito, proprio per rimediare a tutte le ore di sonno arretrato accatastate nell’arco della settimana.Concedetevi una deliziosa ed appagante prima colazione portando in tavola cibi gustosissimi, barattoli di marmellate biscottini secchi da inzuppare insieme al cacao, il cioccolato fondente, l’ananas, le banane, le noci, etc. Dal momento che è l’unico giorno in cui non dovete scappare al lavoro e/o a scuola, rilassatevi 2 minuti a tavola e gustatevi la colazione lentamente. Sembra una sciocchezza irrilevante, invece contribuisce a non accumulare ansia. Non vi azzardate a fare il bucato, a stendere la biancheria o a soccombere ad altre commissioni domestiche: si può tranquillamente sfruttare il sabato per smaltire tutte le faccende e sbrigare le varie commissioni. Se vi sentite sempre in obbligo di lavorare anche di domenica, non riuscirete mai a trascorrerla all’insegna del dolce far niente.Poichè l’unico impegno domenicale che avete è rilassarvi, assecondate il vostro corpo, la vostra mente e fate esattamente ciò che vi sentite di fare: se siete dei “lupi solitari”, gustatevi un buon pranzo sulla vostra adorata poltroncina davanti un bel dvd del vostro film preferito. Se al contrario siete delle persone dinamiche e odiate stare a casa, organizzate un piacevole brunch o un happy hour in compagnia dei vostri amiciInfine non sottovalutate il potere rivitalizzante e ritemprante di un bel bagno caldo e profumato prima di andare a letto. Quello del bagno è assolutamente un momento di relax non solo per il corpo ma anche per lo spirito. Scegliete un olio aromatico idrosolubile per un bagno tonificante e rivitalizzante: vedrete che ne sarà valsa veramente la pena
Categoria: Feste
Mi illumino di meno!!!
Oggi 24 febbraio 2017 torna M’illumino di Meno, tredicesima edizione.
Insieme a voi che avete contribuito spengendo nelle vostre case le luci e magari le avete illuminate con la calda luce di una candela essendo sicuramente più romantica l’atmosfera, sono stati spenti i principali monumenti italiani ed europei come gesto simbolico di risparmio energetico. Un idea cominciata quando ancora la sensibilità verso i temi ambientali era poco diffusa e dopo 13 anni di campagna la cura del pianeta è diventata sempre più impellente. Le sfide energetiche si rinnovano, così M’illumino di Meno si rinnova grazie alla partecipazione di centinaia di migliaia di sostenitori che si mettono in gioco in prima persona con azioni concrete. Oltre agli spegnimenti quest’anno l’invito è a tutti coloro che aderiscono a compiere un gesto di condivisione contro lo spreco di risorse. E’ dimostrato come la più grande dispersione energetica sia causata dallo spreco in tutti ambiti dei nostri consumi: alimentari, trasporti, comunicazione. Per questo siamo tutti invitati a contribuire, dando un passaggio in auto ai colleghi, organizzando una cena collettiva nel proprio condominio, aprendo la propria rete wireless ai vicini e in generale condividendo la proprie risorse come gesto concreto anti spreco e motore di socialità. Negli anni la partecipazione a M’Illumino di Meno è cresciuta in modo straordinario ed è giunto il momento di far diventare questa festa diffusa un appuntamento fisso e riconosciuto: portando avanti la proposta dell’istituzione della Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili. Non ci resta che augurarvi Buon M’illumino di Meno
Sapete cos’è il Berlingaccio?
E’ una festa che si celebra a Firenze e nei comuni limitrofi il giovedì precedente l’ultimo giorno di Carnevale, Il verbo berlingare voleva dire divertirsi e spassarsela a tavola: citato da poeti cinquecenteschi, sembra fosse in uso anche alla corte di Cosimo I a Firenze. Per sottolineare la voglia e, in un certo senso, l’obbligo di fare festa e di abbuffarsi, è d’uso il detto per Berlingaccio chi non ha ciccia ammazzi il gatto! Nei Paesi a tradizione cattolica, il culmine dei festeggiamenti carnevaleschi che si celebra nei 6 giorni che vanno da Giovedì Grasso a Martedì Grasso, ultimo giorno di burle e di bagordi dove si da spazio a tavole imbandite di tutte le leccornie prima del periodo di astinenza e digiuno dei giorni che arrivano alla Pasqua. Il Carnevale è festeggiato principalmente nei paesi a tradizione cattolica, anche se già gli Antichi Romani celebrando i Saturnali per il solstizio d’inverno, in dicembre, usavano mascherarsi, dar feste con musica e danze, banchettare lucullianamente e legittimare atteggiamenti che oggi si definirebbero “poco ortodossi”. La Chiesa Cattolica fece sua questa manifestazione e la trasferì ai primi mesi dell’anno, nel periodo che precede il Mercoledì delle Ceneri e la successiva Quaresima 
L’Italia e i suoi percorsi…romantici
L’Italia custodisce percorsi romantici che aiuterebbero anche il più timido tra gli innamorati a dichiarare i propri sentimenti. I cammini che si snodano tra borghi medievali, le città storiche e le spiagge dorate della Penisola fanno a gara per contendersi lo scettro del percorso più romantico del Paese. Storia, cultura arte e gastronomia contribuiscono poi a rendere il territorio italiano uno dei più ambiti per il turismo di coppia. Ma quali sono i percorsi più romantici in cui perdersi mano nella mano con la propria dolce metà? La vista mozzafiato su Firenze da Piazzale Michelangelo, una passeggiata al tramonto sulle mura di Lucca, sorseggiare un bicchiere di vino con la Piazza del Campo a Siena a fare da cornice o ancora una chiacchierata sulla splendida Terrazza Mascagni a Livorno. La Toscana è un’ode al romanticismo e oltre alle spettacolari città d’arte, ci sono una miriade di borghi e città fiabesche dove amare viene naturale, e questo potrebbe essere una meravigliosa e sorprendente idea regalo per……….San Valentino….
Dolce Carnevale…
Carnevale è la festa più allegra dell’anno, che viene celebrata con travestimenti, scherzi e cibi gustosi. Sapete perché si festeggia in questo modo? Nonostante sia una ricorrenza cristiana, continuano a sopravvivere alcune tradizioni pagane..Il termine Carnevale deriva dal latino carnem levare, cioè togliere la carne, e sta ad indicare il banchetto che si teneva il martedì grasso. L’ultimo giorno di carnevale precede l’inizio del periodo di Quaresima, cioè i 40 giorni che anticipano Pasqua, che si cominciano a contare a partire dal mercoledì delle Ceneri.Proprio perché il Carnevale precede il periodo di astinenza e digiuno della Quaresima, il martedì grasso si festeggia banchettando con lasagne, dolci ed altri piatti abbondanti. In Italia, ogni regione vanta le sue ricette gastronomiche tipiche, ma sarà con i dolci in particolare che verranno celebrati questi giorni di festa. Ogni città ha le sue tradizioni, l’importante sarà che ogni “gustosità” sia fritta e preparata in casa. Il dolce simbolo del Carnevale e diffuso in tutta Italia è la pasta tagliata a nastri e fritta. La ricetta rimane invariata in tutte le regioni ed è solo il nome che cambia: in Sicilia, Piemonte, Lombardia e Campania vengono chiamate “chiacchiere”; in Liguria sono le “bugie”; “cenci” in Toscana; “fiocchetti” in Romagna e “frappe” nel Lazio. A seconda del luogo di produzione verranno aromatizzate con Marsala, acquavite, acqua di fiori d’arancio e ricoperte di zucchero a velo o di miele, cioccolato e mascarpone zuccherato, una dolce ….delizia
Arriva la befana….
Il 6 gennaio è il giorno dell’Epifania “che tutte le feste si porta via”. Ogni regione ha le proprie usanze e leggende, ma la figura più popolare, di questa ricorrenza, è la Befana. Gobba e con il naso ricurvo, la vecchietta “che vien di notte, con le scarpe tutte rotte” non è così bella e rassicurante come Babbo Natale. Eppure anche lei arriva a cavallo della sua scopa magica per portare i regali ai bambini buoni. Una volta nella calza della Befana, appesa al camino, ci finivano per lo più frutta secca, agrumi, caramelle e biscotti. Il carbone era riservato esclusivamente a chi, durante l’anno, aveva fatto il monello. Un’altra leggenda ricollega, invece, la Befana (il cui nome è una storpiatura di Epifania, “manifestazione”) ai Re Magi che, non riuscendo a trovare la strada per arrivare alla capanna di Betlemme, chiesero informazioni a una vecchietta. Questa si rifiutò di aiutarli, ribattendo in modo scortese. Pentitasi della propria azione, la donna per riparare riempì un sacco di dolci e si mise in cammino, bussando a tutte le porte alla ricerca di Gesù e offrendo in cambio i doni che aveva portato con sé. La calza della befana nasce dall’ unione di due esigenze: le calze di lana, che venivano fatte a mano dalle nonne, erano non solo degli ottimi indumenti contro il freddo ma anche dei contenitori elastici e morbidi, capaci di contenere più dolciumi possibili. Un tempo c’era anche l’usanza di mettere ben in vista delle scarpe nuove, che la Befana avrebbe potuto prendere in caso di necessità – lei ha sempre le scarpe rotte – in cambio dei doni.
Smaltire le feste
ERRARE è umano. Dunque ci sta che durante le feste di Natale ci si lasci andare, e ci si sieda a tavola senza troppi problemi. Perseverare, è diabolico diventa doveroso limitare gli stravizi ad alcuni giorni chiave: il cenone del 24 dicembre, il pranzo del 25, il cenone del 31 dicembre e/o il pranzo del 1 gennaio.E se proprio vogliamo esagerare, il pranzo dell’Epifania Basta. Nei giorni che restano, che pure sono dedicati allo svago e al cibo, bisogna evitare le occasioni alimentari: per esempio organizzando gli incontri conviviali dopo cena. I cenoni di oggi continuano a rappresentare un’Italia alimentare che non c’è più, quella del boom economico. «In epoche passate le festività erano periodi in cui si portavano in tavola in grandi quantità i cibi del benessere, quelli che si avevano poche occasioni di mangiare. La carne rossa, per esempio. Che oggi, al contrario, è fin troppo presente nella nostra alimentazione, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di ridurla a una volta al mese». Non solo. Il cibo è divenuto, oltre che una valvola di sfogo, anche motivo di convivialità. È l’occasione per stare insieme non soltanto con i parenti, ma anche con gli amici: chi ha mai visto un gruppo di persone riunirsi in un museo, anziché al ristorante? Si organizza anzi una bella cena con i colleghi, che va a sommarsi agli altri pasti del periodo natalizio, in un tour de force gastronomico che lascia senza respiro. E così anche i più determinati può capitare di lasciarsi andare. Per riparare ai danni dell’eccesso natalizio, allora, si devono seguire due strade. La prima, più intuitiva, è quella di tornare in equilibrio dopo aver esagerato. Se già durante la settimana si è consumato un pasto libero, per esempio una pizza, durante uno di questi incontri conviviali si può scegliere un secondo non troppo condito con un contorno, e magari evitare il dolce, e limitare gli alcolici a un bicchiere di vino. Magari rientrando a casa non in auto ma facendo una salutare passeggiata
Il nuovo anno
Buon anno a tutti con il primo post del 2017 ! In realtà sarebbe stato più carino scriverlo esattamente il 1° gennaio, ma il 1° gennaio l’abbiamo passato oltre che a poltrire e a tavola a mangiare in compagnia di carissimi amici e parenti. Abbiamo lasciato alle spalle un anno che si è concluso… un anno legato a ricordi più o meno belli, nel quale abbiamo incontrato nuove persone e ne abbiamo perse delle altre, nel quale abbiamo provato esperienze che ci hanno cambiato in meglio e altre che magari ci hanno segnato. Un anno che, comunque sia, ha rappresentato per tutti noi un passo avanti nel nostro processo di crescita personale e nel quale, indipendentemente da ciò che è successo, abbiamo comunque dato il meglio di noi in base alle nostre conoscenze e alle nostre possibilità.
Quale migliore occasione, l’inizio di un nuovo anno, per chiudere un ciclo e cominciarne uno nuovo sicuramente più avvincente, più ricco, più positivo, certamente migliore di quello che si è appena concluso? E’ sicuramente un buon momento per fare appello alle nostre migliori risorse e capire a che cosa vogliamo dire basta (persone, comportamenti, situazioni, ecc.), che cosa invece ci è piaciuto dell’anno appena concluso e che vogliamo quindi tenere con noi anche in questo nuovo anno e magari addirittura migliorare e/o implementare….Si inizia… anno nuovo vita nuova
La fine dell’anno
La notte del 31 dicembre si avvicina ed è arrivato il momento di salutare il 2016.I mesi trascorsi possono essere stati belli per alcuni, oppure difficili per altri. Ma ciò che accomuna tutti è la speranza che questo nuovo inizio possa essere migliore di quello precedente. In entrambi i casi, l’augurio è che il 2017 sia un anno migliore di quello appena trascorso, e portatore di belle novità. Gli auguri di buon anno nuovo sono quindi l’occasione per rinnovare questa speranza anche ad amici clienti e conoscenti. Attraverso facebook, twitter, whatsApp ,telefonate, immagini e video si condividono con gli altri speranze e ambizioni per l’anno che sta per cominciare. Durante la notte di San Silvestro c’è chi si sofferma a fare bilanci e riflessioni su quanto fatto nel corso degli ultimi mesi. Si tirano le somme e si fanno considerazioni sul recente andamento della propria vita. Altri, invece, guardano al futuro, ed ogni nuovo inizio diventa l’occasione per voltare pagina e mettersi in gioco nuovamente, e questo è quello che faremo anche noi…..buon anno da tutti noi …..Ferrini Gift.
E’ arrivato Dicembre
Dicembre è il dodicesimo ed ultimo mese dell’anno secondo il calendario gregoriano, conta di 31 giorni e si colloca nella seconda metà di un anno civile. Era il decimo mese del calendario romano (da cui il nome), che iniziava con il mese di marzo. Dicembre è noto in tutto il mondo come il periodo dedicato alla famiglia, alle celebrazioni e alle festività…in tutte le culture.
Alcune sono religiose, altre sono ufficiali, altre ancora sono tradizioni che si tramandano da secoli.Ecco alcune curiosità legate al mese di Dicembre… Il termine “Natale” deriva dalla tradizione scandinava di tagliare e bruciare gli alberi per il Solstizio di Inverno. Tradizione che durava 12 giorni, in seguito nominate i 12 giorni di Natale.Il 12 Dicembre è il Poinsettia Day, giorno dedicato a Joel Poinsett – fisico botanico americano morto in questo giorno e da cui deriva il nome tecnico dell’omonima pianta, in Italia conosciuta appunto come pianta di Natale, con le caratteristiche foglie rosse. Il primo albero di Natale artificiale fu fatto in Germania, decorato con piume d’oca tinte di verde!Le comuni decorazioni usate a Natale hanno significati specifici. Le candele significano la luce del mondo, la stella sulla cima dell’albero ricorda la prima notte di Natale e i bastoncini dolci di Natale simboleggiano il bastone dei Pastori. 
