Si può andare in brodo di giuggiole oppure mandarci qualcuno, accade quando la felicità sconfina nell’eccesso e ci gongoliamo per le ragioni più varie, per amore, per un successo o un complimento, persino per aver assaggiato qualcosa di una bontà fuori dal comune. Ma cosa sono le giuggiole e perché si dice così? E poi, esiste davvero il brodo di giuggiole?La stagione d’oro di questa pianta, in Italia, inizia con i mercanti veneziani, in laguna, grazie a viaggi e commerci. Come per il pomodoro, i frutti del giuggiolo all’inizio venivano guardati con sospetto, lo si usava come pianta ornamentale nei giardini o ancora per segnare i confini e proteggere dal vento . I frutti sono piccoli, e quando maturano sono di color rosso-marrone, a vederle somigliano a delle mele con la grandezza delle olive. Anche l’interno è simile a quello di una mela, bianco giallastro ma con un unico seme. Il sapore è dolce acidulo ma più maturano più si accentua la componente dolce. Noterete che la pelle si raggrinzisce e sono meno croccanti ma non per questo si smette di mangiarle, anzi, se da sode rimandano alla mela anche nel sapore, da mature e un po’ rugose ricordano i datteri Si consumano anche crude ma due sono i loro principali impieghi, le confetture e i liquori, come il suddetto brodo di giuggiole, che non è mitologico ma esiste. È un liquore, dal colore ambrato, con un profumo intenso e una dolcezza decisa. Si consuma dopocena, liscio o con ghiaccio. Se ne raccomanda l’abbinamento con i formaggi, con i dolci a base di frutta secca e con il gelato.
