La giornata è formata da 24 ore, ma sono solo due quelle in cui siamo più fruttuosi. Invece di sfruttarle al meglio, però, le lasciamo scivolare via senza neanche rendercene conto. “Le due ore più produttive del giorno sono realmente quelle che passano tra il momento in cui ci alziamo dal letto e quello in cui arriviamo a sentirci davvero svegli“, ha “riferito” il professore di psicologia ed economista comportamentale della Duke University Dan Ariely Ma qual è la prima cosa che facciamo appena si è un po’ dileguata la nebbia del sonno? Ci immergiamo in attività che non richiedono lo sforzo di pensare, come girovagare su facebook o Twitter oppure cancellare le email.C’è un momento della giornata, insomma, in cui potremmo smuovere il mondo: leggere il giornale, fare il cambio degli armadi, prendere appuntamento, portare a fine quel progetto su cui stiamo lavorando, tutto in 120 minuti. Ma non li sfruttiamo perché non siamo consapevoli del potere che si potrebbe sprigionare da noi. Le ore che passano sono ore rapinatrici: passando, portano sempre via qualche cosa. Ogni ora che passa ti porta via un’ora di vita, di giovinezza, di affetti, di tempo per fare, fare soldi, fare carriera, fare affari. Un’ora che passa ti fa arrivare in ritardo e puoi perdere il treno, la nave, l’aereo, un appuntamento. Le ore che passano t’inducono a correre, più veloce, più veloce! Ci sono poi le ore che suonano sono come le prove per un concerto. Gettano al vento le note, talora anche incerte e qualcuna persino stonata: ma quando il maestro darà l’attacco, sentirete che musica! Vivi il tuo tempo nel migliore dei modi il tempo è vita….!!
Ma sai che è vero per davvero? Infatti le cose più importanti le faccio proprio dopo passata la nebbia del sonno …
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A me ci vogliono altro che due ore per “svegliarmi” veramente! ☺️
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Un altro studio indica che ci sono 2 tipologie di persone i gufi e le allodole: i primi sono più attivi di notte, quando studiavo molte mie compagne di università preparavano gli esami la sera, le seconde, come me, rendono maggiormente al mattino. Avendo condiviso la casa con molti studenti credo che questa teoria sia più aderante alla realtà.
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La vita frenetica di oggi ci porta a non avere più orari, a confondere il giorno con la notte e viceversa. Da quando l’ho scoperto, reputo le ore notturne le migliori per lavorare. Ciao
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L’ha ribloggato su Parole in Piazza.
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Sembra che il professore ignori l’esistenza di persone che appena sveglie devono correre in bagno e poi correre a vestirsi e poi correre a fare colazione e poi saltare in macchina per andare a lavorare. Come diavolo poi si faccia a essere produttivi quando ancora non ci si sente svegli, solo una mente bacata può immaginarlo.
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